Giacomo Alberione

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Giacomo Alberione

Giacomo Alberione, (1884 – 1971), presbitero ed editore cattolico italiano.

Maria Regina degli Apostoli[modifica]

  • Fate degli Apostoli! E date loro per condottiera Maria: l'Apostola e la Regina.
  • I mali sono entrati nel mondo, perché l'uomo si distaccò da Dio che è il Bene. I mali attuali nel mondo vi sono ancora perché si abbandona Dio.
  • L'apostolo, il predicatore, il missionario, il confessore, l'uomo d'azione, corrono grave rischio di costruire sulla sabbia, se la loro attività non poggia sopra un'intensa devozione e fiducia in Maria.
  • L'apostolato primo è la vita interiore. Esso è necessario ed insostituibile; obbligatorio per tutti.
  • L'uomo si piega alla Madre, il mondo si piegherà a Maria, che mostrerà Gesù.
  • Pur possedendo chiese ed immagini della Madonna, nel santuario dell'anima, Maria è talvolta assente. Occorre il vitale spirito mariano, il vero spirito di umiltà, di soprannaturalità, di amore, di fiducia, che forma il cristiano. Occorre la vita interiore che feconda tutta l'attività e l'apostolato del cristiano.
  • Sacerdoti ed anime cristiane, riflettiamo: il mondo non arriva a Cristo perché si addita non ancora abbastanza la via: Maria.
  • Si moltiplicano stampe, discorsi, proposte iniziative, fatiche, spese... Ma Gesù si trova sempre come l'hanno trovato i pastori ed i Magi.
  • Un'opera prospera e fruttifica soltanto se nasce come Gesù: da Maria; se è nutrita da Maria; se è accompagnata da Maria: nelle gioie, nelle prove, nello sviluppo.

[Giacomo Alberione, Maria Regina degli Apostoli, San Paolo, 2008]

Citazioni su Giacomo Alberione[modifica]

  • «Eccolo: umile, silenzioso, instancabile, sempre vigile, sempre raccolto nei suoi pensieri, che corrono dalla preghiera all'opera, sempre intento a scrutare i "segni dei tempi", cioè le più geniali forme di arrivare alle anime, il nostro Don Alberione ha dato alla Chiesa nuovi strumenti per esprimersi, nuovi mezzi per dare vigore ampiezza al suo apostolato, nuova capacità e nuova coscienze della validità e della possibilità della sua missione nel mondo moderno e con i mezzi moderni. Lasci, caro Don Alberione, che il Papa goda di codesta lunga, fedele e indefessa fatica e dei frutti da essa prodotti a gloria di Dio ed a bene della Chiesa; lasci che i suoi figli godano con Noi e che oggi le esprimano, come forse non mai, la loro affezione e la loro promessa di perseverare nell'opera intrapresa»». (Paolo VI, udienza del 28 Giugno 1969[1][2]).

Note[modifica]

  1. Biografia di don Giacomo Alberione (pdf). URL consultato il 17 Dicembre 2018., su vatican.va. URL archiviato il 20 Aprile 2003
  2. Frasi riferite a don Giacomo Alberione, su famigliapaolina.net. URL archiviato il 18 Dicembre 2018

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