Beatrice Cenci

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Presunto ritratto di Beatrice Cenci, tradizionalmente attribuito a Guido Reni (1599)

Beatrice Cenci (1577 – 1599), nobildonna italiana.

Citazioni su Beatrice Cenci[modifica]

  • Beatrice era tipo di grazie. Non mai giovinetta fu vista nello stato ed in Roma di più incantevoli forme. Ella aveva gli occhi aperti ad espressione di gioia e di amorevolezza, e raggianti per foco di voluttà, ma quel foco, per bello che fosse, oscurava la mestizia di un pensiero che vi facea calar su immobili palpebre. A mirarla continovamente l'avresti scorta più fiera che modesta. Sulle sue carni il bianco e il vermiglio disputavansi il campo. Le gote ritondette nella espressione del sorriso s'avvallavano in due pozzette, e più caro quel sorriso facevano. Ma più di tutte cose era bello, nell'insieme della sua fisionomia, quell'ovale del volto che declinava al mento con tanto garbo da innammorare. (Carlo Tito Dalbono)

Antonino Bertolotti[modifica]

  • Che gli spettatori al supplizio di Beatrice ne siano stati commossi, niente di più naturale: accadde ed accadrà sempre così, essendo le masse in tali occasioni propense ad aver commiserazione del colpevole quando lo vedono pentito. In questo caso poi il parricidio commesso fuori dello Stato Ecclesiastico[1] era già quasi dimenticato. Inoltre i Cenci avevano fatto spargere voce di esser innocenti, sacrificati dall'avidità del fisco; e poi il popolo, se era spettatore del loro supplizio, non aveva invece potuto assistere alio svolgimento del processo, cosicché credette di coronare di fiori una verginella vittima dell'ingiustizia. Se i dibattimenti del processo fossero stati pubblici, come oggi, il popolo avrebbe forse lapidato prima dell'esecuzione quella crudelissima famiglia.
  • Io mi era proposto, allorché misi mano a questo lavoro[2], di spostare soltanto Beatrice Cenci da quel trono in cui l'avevano indebitamente collocata i posteri; mi rincresce doverle anche rinfacciare le infamie[3], che pagò ben caro, ora sono dugento e ottanta anni; ma non ho potuto far altrimenti.
  • L'essere stata orfana di madre ben giovane, l'avere avuta una pessima educazione e l'essere vissuta in tempi ben tristi, in cui il parricidio era frequente, sono le sole attenuanti che le si possono concedere.

Note[modifica]

  1. A Petrella Salto, dal 1233 al 1861 parte integrante del giustizierato d'Abruzzo.
  2. Francesco Cenci e la sua famiglia. Studi istorici, Tipografia della Gazzetta d'Italia, Firenze, 1879.
  3. La relazione con il castellano Olimpio Calvetti, partecipe dell'omicidio del padre.

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