Carlo Tito Dalbono

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Carlo Tito Dalbono (1817 – 1880), storico, scrittore e critico d'arte italiano italiano.

Nuova Guida di Napoli e dintorni[modifica]

  • Di una cosa or ci rimane a dar più minuto conto, per chiudere la nostra Guida. È tal cosa che esercita intero impulso sulla materia generale che abbiamo svolta, il Vesuvio?
    Del Vesuvio parlammo ovunque ci occorre incontrarlo o vederlo, e questo vulcano, come ognun sa è visibile da tanti punti del nostro Napoli, che la sua presenza si rende spettacolo permanente. Ma chi l'osserva non lo guardi come motore, o come divoratore e consumatore, ma lo guardi come creatore attivo di quanto abbiamo con noi, poiché l'ingegno, l'operosità, la gesticolazione, il discorrer molto, l'urtarsi, il minacciar con le mani innanzi, non son che impulso Vesuviano. Quella facoltà eruttiva che han molte terre napoletane, l'argillo della napolitana creatura possiede, e la fibra mossa e rimossa degli operosi fluidi elettrici e magnetici fa del napolitano spesso un pazzo piacente o un sincero curioso.[1]
  • Nel cominciamento delle eruzioni vedi sull'alto sovente, un rosso rubino, un punto infuocato: in breve quel rubino, quel carbonchio, screpola, e manda giù le scorie che rivelano il fuoco precipitevole. Anche la lava è sovente bella a vedere. Sembra quasi procedere con saviezza lenta e pensosa, tenendo il suo alveo, e le si va da costa, piacevolmente, ma al sopraggiungere improvviso di nuove scaturigini si dilata, e rompe gli orli.
    Molte volte adunque il fuoco del Vesuvio non atterrisce – è teatrale.[2]
  • Il sorgere del sole in sul Vesuvio è magico spettacolo, però le ascensioni soglionsi regolare secondo i tempi e le stagioni, per trovarsi presente a quel sorgere. Suol dirsi che Napoli abbia un gran nemico, il Vesuvio. Chi non ne ha? Altrove è un fiume, forse, altrove un lago, altrove l'aria pestilente. Nessuno di questi distruttori e consumatori dell'essere umano Napoli presenta. Contentiamoci dunque come un poeta diceva:
    ...dell'alto monte | Che di fumo e di foco ha serto in fronte.
    anziché di qualche
    Fiumicello orgoglioso | Ignobil figlio di non chiara fonte.[3][4]
  • Il Vesuvio minaccia sempre nuove prede, e dopo il pasto ha più fame che pria.[5]

Note[modifica]

  1. Morano, 1891, p. 656.
  2. Morano, 1981, p. 659.
  3. Gli ultimi due versi citano Fulvio Testi, Ruscelletto orgoglioso.
  4. Morano, 1891, p. 660.
  5. Morano, 1891, p. 660.

Bibliografia[modifica]

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