Benvenuto Tisi da Garofalo

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Garofalo: Madonna col Bambino e i santi Domenico e Caterina da Siena

Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo (1476 o 1481 – 1559), pittore italiano.

Citazioni sul Garofalo[modifica]

  • Il Garofalo fu inferiore alla sua fama. Impicciolì i modelli artistici ch'ebbe intorno a sé; e così nel ricordare, decorando il Seminario ferrarese, l'occhio di cielo aperto alla mantegnesca[1] nel soffitto d'una sala di palazzo Costabili, restrinse, ridusse, sminuì scomparti, figure, ornati. Ben presto si fece la sua convenzione, [...]; e quella convenzione mantenne quasi senza scomporsi, anche quando si trovò accanto il focoso Dosso Dossi. Rimase sempre uguale a se stesso; e le sue forme facili, antiquate, superficiali, vennero imitate e ripetute da un gran numero di piccoli seguaci. (Adolfo Venturi)

Giovanni Morelli[modifica]

  • Il Garofalo è da' suoi compaesani chiamato il Raffaello ferrarese, come i Milanesi chiamano il loro Luini il Raffaello lombardo. Rettamente intese, le due designazioni hanno un senso giusto, in quanto che Luini nella scuola milanese e il Garofalo nella ferrarese occupano lo stesso posto di Raffaello Santi nell'umbra.
  • Mentre il Garofalo nelle opere testé segnalate della sua prima epoca si mantiene artista genuino, naturale, ardito, risoluto e talvolta anche grandioso, altrettanto lontano da quel comune e prosaico realismo che va a genio alle persone grette, quanto da quel nebuloso idealismo, che attrae particolarmente in un'opera d'arte il filosofo e l'estetico con tanto d'occhiali e lo invita a salire nelle nubi, così vediamo lo stesso pittore sostanzialmente mutato nel quadro molto ammirato della nostra Galleria Borghese, ove è rappresentata la Sacra Famiglia con parecchi Santi. Anche in questo quadro il Garofalo è ancora un pittore gentile e coscienzioso, anzi è evidente che per certi rispetti la sua tecnica è progredita, ma il suo disegno è divenuto più fiacco, le sue pennellate più molli, il suo concetto del carattere umano più meschino, più languido, più convenzionale.
  • Non si può negare ch'egli per taluni aspetti e specialmente per quel che si riferisce alle forme esteriori ed al gusto, siasi portato avanti, ma non si può dall'altro canto negare ch'egli nello stesso tempo diventò superficiale, sdolcinato e qua e là vuoto e convenzionale.

Note[modifica]

  1. Si riferisce ad Andrea Mantegna, anch'egli attivo a Ferrara.

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