Bernardino de Conti

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Bernardino de Conti: Bianca Maria Sforza, Museo del Louvre

Bernardino de Conti (1470 – 1523), pittore italiano.

Citazioni su Bernardino de Conti[modifica]

  • Come Ambrogio de Predis[1], anche Bernardino de' Conti era nel primo decennio del secolo XVI un ritrattista molto ricercato. Non lo si può veramente annoverare tra i grandi maestri, ma tuttavia gli riesce a volte di fare delle opere, dalle quali, come dalla Madonna di Pietroburgo, anche i cosidetti conoscitori della Scuola milanese e di Lionardo[2] possono rimanere ingannati. (Giovanni Morelli)
  • Così non più una copia ma una derivazione molto libera e poco attraente è la Madonna [delle Rocce], oggi a Brera, che Bernardino dei Conti nel 1521 dipinse, firmò e datò, raffigurante il piccolo Gesù e San Giovannino abbracciati sotto la protezione della Vergine la quale, nell'atteggiamento generale, è tolta a quella leonardesca. Il pittore riprodusse, con qualche variante, anche il fondo roccioso e accidentato e, in certe particolarità delle spezzature al di sopra della figura della Vergine, rivelò di essersi precisamente attenuto all'esemplare londinese[3], ch'egli vide in quell'epoca, a Milano. Ma stese sulle carni delle sue figure una tinta rosso mattone sgradevolissima. (Francesco Malaguzzi Valeri)
  • Le sue figure non riescono a nascondere gonfiezze di forme che rivelano una maniera, un partito preso, non una convinzione d'arte, sia pur errata; i visi de' suoi ritratti hanno rotondità sfumate, levigate come segmenti sferici; gli occhi son duri, poco espressivi, il naso, se la figura è di profilo, mostra quasi costantemente una lunga ombra che dalla maggiore densità nel fondo dell'orbita dell'occhio scende e va sfumando verso la parte carnosa del naso, che rimane così lumeggiato eccessivamente nella parte ossea. (Francesco Malaguzzi Valeri)
  • Nel 1496 dipinse il ritratto di Francesco, figlio di Giangaleazzo Sforza, ora nella Galleria Vaticana, fantoccio dalle carni imbottite, i capelli di stoppa, il busto deformato dalla mancanza di scorcio, le mani di stucco con le dita gonfie. (Adolfo Venturi
  • Nella libera replica della Madonna delle Rocce, del 1522, ora nella Galleria di Brera, Bernardino de' Conti, parafrasando Leonardo, dà alla Madonna un movimento sgangherato, occhi e lineamenti grossi, capelli intrecciati a catena; e dà ai bambini, tratti da un altro modello leonardesco ripetuto da tutta la schiera de' seguaci, corpi gonfi, occhi smorti ed enormi fronti convesse. Il fondo di rocce, apparato fantastico composto da Leonardo con l'osservazione del vero, è qui mutato in un capriccioso torracchione, tutto frastagliato e forato, e i pinnacoli diventano torricelle con certe strane dentellature, come di chiavi; pizzettature di cartone sembrano le stalagmiti immaginate dal maestro sopra il capo delle sacre figure, e strani monticelli a ventaglio allineati sull'acqua diventano le scogliere lontane, uscenti nell'esemplare dalla nebbia luminosa. Copiando Leonardo, Bernardino mostrò di non aver nulla inteso dei principî del maestro. (Adolfo Venturi)

Note[modifica]

  1. Giovanni Ambrogio De Predis (1455 circa – 1509), pittore e miniaturista italiano del gruppo dei leonardeschi.
  2. Leonardo da Vinci.
  3. Della Vergine delle Rocce di Leonardo, conosciamo due versioni: la prima conservata al Louvre di Parigi, la seconda presso la National Gallery di Londra.

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