Francesco Malaguzzi Valeri

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Francesco Malaguzzi Valeri (1867 – 1928), storico dell'arte e numismatico italiano.

Citazioni di Francesco Malaguzzi Valeri[modifica]

  • La fastosità del periodo napoleonico trovò il suo pittore, e starei per dire il suo poeta, in Andrea Appiani. (da Milano, parte seconda, Istituto italiano d'arti grafiche editore, Bergamo, 1906, p. 141)
  • La Pinacoteca di Brera, sorta sul primo nucleo riordinata dal Bossi[1], è perenne ragione di compiacimento pei milanesi non solo pei tesori d'arte che racchiude, ma per gli esempi di disinteresse e d'intelligente attività cha alla storia della sua formazione son legati: il suo nome suona oggi quale uno dei maggiori santuari dell'arte nel mondo. (da Milano, parte seconda, ibid., p. 147)

La corte di Lodovico il Moro[modifica]

II. Bramante e Leonardo da Vinci[modifica]

  • [Bramante] Egli era dunque l'uomo adatto - pittore, poeta, disposto alle cose dilettevoli - per allestir feste quali allora si volevano [presso la Corte di Milano] e per dipingere figure di eroi e di poeti; non fu certo illetterato e incapace di scrivere, come qualcuno volle, poiché abbiamo sott'occhio lettere sue firmate che ricorderemo. Anzi i suoi scritti e i suoi versi ce lo mostrano uomo arguto, dedito alle lettere, umanista d'idee e d'aspirazioni benché creatore d'opere artistiche meglio che di ben tornite frasi. (vol. 2, p. 13)
  • Così non più una copia ma una derivazione molto libera e poco attraente è la Madonna [delle Rocce], oggi a Brera, che Bernardino dei Conti nel 1521 dipinse, firmò e datò, raffigurante il piccolo Gesù e San Giovannino abbracciati sotto la protezione della Vergine la quale, nell'atteggiamento generale, è tolta a quella leonardesca. Il pittore riprodusse, con qualche variante, anche il fondo roccioso e accidentato e, in certe particolarità delle spezzature al di sopra della figura della Vergine, rivelò di essersi precisamente attenuto all'esemplare londinese[2], ch'egli vide in quell'epoca, a Milano. Ma stese sulle carni delle sue figure una tinta rosso mattone sgradevolissima. (vol. 2, p. 425)

III. Gli artisti lombardi[modifica]

  • [Bernardino de Conti] Le sue figure non riescono a nascondere gonfiezze di forme che rivelano una maniera, un partito preso, non una convinzione d'arte, sia pur errata; i visi de' suoi ritratti hanno rotondità sfumate, levigate come segmenti sferici; gli occhi son duri, poco espressivi, il naso, se la figura è di profilo, mostra quasi costantemente una lunga ombra che dalla maggiore densità nel fondo dell'orbita dell'occhio scende e va sfumando verso la parte carnosa del naso, che rimane così lumeggiato eccessivamente nella parte ossea. (vol. 3, p. 54)
  • Ritrattista di ben maggior sentimento d'arte fu Giovanni Antonio Boltraffio – o Beltraffio come lo chiaman l'epigrafe apposta alla sua tomba e i documenti – di nobile famiglia milanese che aveva sostanze e casa a Milano, [...]. Cresciuto da principio fra i vecchi pittori lombardi, fu caro più tardi a Leonardo che gli apprese – soprattutto con l'esempio – la scienza del modellare, il colorito sapiente e caldo, la esecuzione sicura che conosce l'intima essenza delle cose. Al punto che v'ha qualche disegno che, per quanto debba appartenergli, par degno del maestro. (vol. 3, pp. 75-76)
  • [Boltraffio] La natura aristocratica e mite dell'arte sua l'indusse a ritrarre dolci, delicate Madonne e ritratti di personaggi della Corte, di umanisti, di belle dame agghindate. Le rappresentazioni drammatiche, le grandi pale d'altare egli evitò non tanto per poca inclinazione quanto e, soprattutto, perché la condizione sua lo spinse piuttosto ad accettar cariche pubbliche che commissioni artistiche da chiese e da conventi. È a credere che la maggior parte de' suoi dipinti, in piccole proporzioni, con soggetti amabili e ritratti delicati egli eseguisse per farne dono ad amici. (vol. 3, p. 76)

Note[modifica]

  1. Giuseppe Bossi (1777–1815), pittore, scrittore e collezionista d'arte italiano.
  2. Della Vergine delle Rocce di Leonardo, conosciamo due versioni: la prima conservata al Louvre di Parigi, la seconda presso la National Gallery di Londra.

Bibliografia[modifica]

  • Francesco Malaguzzi Valeri, La corte di Lodovico il Moro, vol. 2, Bramante e Leonardo da Vinci, Milano, Ulrico Hoepli, 1915.
  • Francesco Malaguzzi Valeri, La corte di Lodovico il Moro, vol. 3, Gli artisti lombardi, Milano, Ulrico Hoepli, 1917.

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