Bianca Guidetti Serra

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Bianca Guidetti Serra

Bianca Guidetti Serra (1919 – 2014), partigiana, avvocata e politica italiana.

Bianca la rossa[modifica]

Incipit[modifica]

Sono nata a Torino, il 19 agosto 1919, in via Sant’Agostino e abito da più di cinquant’anni in via San Dalmazzo. Ho spesso scherzato sull’abitudine ad avere per compagni di strada dei santi, che sono anche gli unici a me familiari, ma voglio qui semplicemente indicare (per chi non è torinese) che una parte importante della mia vita si è svolta entro un raggio di cinquecento metri, nel vecchio centro della città. È intorno a questo perimetro che si sono espansi nel tempo i vari quartieri chiamati «borghi» o «barriere», tanto importanti nella mia esperienza. Torino allora era molto più piccola di oggi, più omogenea e provinciale; si parlava in dialetto e l’immigrazione di quegli anni veniva dalle campagne piemontesi, al massimo dal Veneto. Era una città un po’ severa, piuttosto disciplinata, in cui si sentiva il peso della tradizione ottocentesca ma anche la forza della modernità, connessa al lavoro industriale e alla presenza di una classe operaia estesa e bene insediata.

Citazioni[modifica]

  • Ho [...] un ricordo preciso di quando vidi, dalla nostra casa affacciata su piazza Carlo Alberto, il generale Badoglio di ritorno dalla guerra d’Etiopia, all’epoca della proclamazione dell’impero. Vestito in divisa militare, dopo un breve discorso dal balconcino di Palazzo Campana (allora sede della Federazione fascista), si era rivolto alla folla festante raccolta nella piazza concludendo, in piemontese: «Türineis, si ’l eve ancura da bsogn, sun ancura sì!» Applausi della folla, un successo enorme. (p. 14)
  • Ciascuno di noi deve proprio sempre dire quanto pensa, e quanto pensa deve essere il meritato frutto di un esame obiettivo delle cose e della propria coscienza. Infatti, se sbagli, non avrai rimorsi, ché l’hai fatto in buona fede; se l’azzecchi, sei in gamba perché hai avuto il coraggio delle tue opinioni. (p. 77)
  • Da apprendisti, quali siamo, della convivenza democratica, dovremmo curarne il tessuto, impedirne gli sfrangiamenti a partire dal piano della cultura e dell’etica del discorso pubblico. (p. 250-251)
  • Il mondo va un po’ dove vuole, né si lascia pilotare, e nel fluire degli eventi ciò che ciascuno di noi può fare è poco più del classico granello di sabbia. Ma anche un piccolo granello di sabbia, unendosi ad altri, può creare degli argini a correnti pericolose, può inceppare ingranaggi e meccanismi diversi. Non bisogna arrendersi, rinunciare al cambiamento per quanto parziale, mai definitivo e salvifico. (p. 265)

Bibliografia[modifica]

  • Bianca Guidetti Serra, Bianca la rossa, Einaudi, Torino 2009.

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