Calcidio

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Calcidio (IV secolo), filosofo romano.

  • C'è accordo, fra gli stoici, nel dire che è il cuore la sede dell'egemonico[1], e non il sangue, che nasce assieme al corpo. [...] E così l'anima intera dirama dal suo egemonico, come rami da un tronco, i sensi – che sono le sue funzioni –, destinati a loro volta a diventare messaggeri di ciò che le singole parti percepiranno. L'anima stessa, quindi, come un sovrano, giudica le percezioni comunicate a lei dai sensi. [...] In verità, è proprio della riflessione e della deliberazione interiore comprendere la perturbazione a cui ogni senso è soggetto e, dai dati che i sensi trasmettono, comprendere quale sia l'oggetto che l'ha causata, accogliere il presente, ricordare ciò che è assente e, parimenti, prevedere il futuro.[2]
  • Dicono [gli stoici] che anche la voce venga emessa da quella parte recondita del petto che è il cuore, a seguito degli sforzi compiuti dallo pneuma nel suo grembo, dove una soglia chiusa dai nervi è interposta fra il cuore da un lato e i due polmoni e le altre parti vitali dall'altro. Mentre lo pneuma urta la strettoia costituita dalle fauci, e la lingua dà forma ai suoni, esso fa emettere suoni articolati grazie all'apporto di altri organi preposti a formare la voce. E i suoni articolati sono gli elementi del discorso che servono a svelare, come degli interpreti, i movimenti segreti della mente.[2]

Note[modifica]

  1. L'hegemonikon («egemonico») è per gli stoici il centro di autocontrollo dell'anima, ed è perfettamente razionale. [nota del curatore]
  2. a b Da In Platonis Timaeum, 220; citato in Aristotele, frammenti stoici, Plutarco, Porfirio, L'anima degli animali, a cura di Pietro Li Causi e Roberto Pomelli, Einaudi, Torino, 2015, pp. 145-146. ISBN 978-88-06-21101-1

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