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Camillo Agrippa

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Camillo Agrippa

Camillo Agrippa (XVI secolo), schermidore, architetto, ingegnere e matematico italiano.

Incipit di Dialogo di Camillo Agrippa milanese sopra la generatione de venti, baleni, tuoni, fulgori, fiumi, laghi, valli, & montagne[modifica]

INTERLOCVTORI
TIBERIO E CAMILLO.

T. Mi resta nell'animo di saper la causa de i venti, & de diuersi effetti loro; perche in vero sono tanti, che non sò pensare come sia possibile à renderne ragione che sodisfaccia intieramente per tutti.
C. Io dirò il mio parere, & non douete voler da me più di quello, ch'io posso dare.
T. Sarebbe vergogna à voler più del possibile, dite pur sù allegramente:
C. Voi sapete, che dal moto, dal quale nascono tutte l'altre cose, nascono ancora i venti. Perche il caldo, freddo, humido, secco, il graue, & lieue sono i principij della spiratione, per l'infacciamento dell'vni & l'altri, quali s'imprestano, & si rendono. Quali effetti sono pur causati dal moto diurno prima, è dal cambiar di luogo in Cielo, che fa il Sole, & la Luna, & gl'altri pianeti: si che ne nascono caldo, freddo, humido, secco, graue, & leggiero, più, & manco, ingrossandosi, & assottigliandosi, hor l'vno hor l'altro elemento; talche i moti de cieli, & delle stelle fanno ancora mouere i quattro elementi; & da quelli moti nasce la spiratione, dalla spiratione le diuerse sorti di venti.

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