Moto (fisica)

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Citazioni sul moto e sul movimento.

  • Affinché il movimento sia pieno di naturalezza, pur nell'artificio di un linguaggio raffinato che si protende al sublime, è necessario coinvolgere i differenti piani dell'essere (fisico, emotivo, mentale) per ottenere con fluidità un'unità olistica di cui spesso neanche si è del tutto consapevoli. Proponendo con cura dettagliata un lavoro minuzioso sulla struttura anatomica e sulle sensazioni muscolari fondamentali, intervenendo attentamente su un atteggiamento rilassato che è alla base della tranquillità delle emozioni e quindi di un agire sereno, ed offrendo sfumature ritmiche e combinazioni di passi non complesse da confondere ma abbastanza elaborate da stimolare la presenza di sé, mi auguro di potere accompagnare nel migliore dei modi a me possibili le persone con cui interagisco in sala ballo. (Fabio Grossi)
  • È necessario muoversi: restare fermi non serve a nulla. Dobbiamo scegliere tra le due cose, andare avanti o restare inerti. Andiamo avanti, dunque, e col sorriso sulle labbra. (Robert Baden-Powell)
  • Fra gli innumerevoli movimenti che esistono nella natura, la fisica si occupa con molta attenzione di alcuni, ai quali assegna una grande importanza. Sono quei movimenti, in cui un corpo, o parte di un corpo, arriva ad un punto estremo, vi si ferma un istante, ritorna sui propri passi, riprende di nuovo la via giù percorsa e continua così, facendo movimenti regolari di va e viene, con un periodo determinato. (Pietro Blaserna)
  • Il moto è causa d'ogni vita. (Leonardo da Vinci)
  • La domanda: «Dove stiamo oggi?» fa innanzitutto sorgere la controdomanda: «Ma stiamo poi da qualche parte?». È evidente che ci troviamo in movimento e, precisamente, in una forma di movimento che non possiamo chiamare propriamente «andare», né «procedere» e nemmeno «camminare». Da tempo invece tale movimento si compie accelerando.
    È un presupposto da cui non si può prescindere se si vuole parlare dello stato delle cose. (Ernst Jünger)
  • L'intelligenza umana non può comprendere la continuità assoluta del movimento. Le leggi di qualunque movimento non diventano comprensibili per l'uomo che al patto di esaminarne separatamente le unità di cui è composto. Ma al tempo stesso, dal fatto che si isolano arbitrariamente e si esaminano a parte le unità inseparabili del movimento continuo, derivano la maggior parte degli errori umani. Una branca moderna della matematica, avendo raggiunto l'arte di trattare con l'infinitamente piccolo, può ora fornire soluzioni in altri problemi di moto più complessi, che sembravano essere insolubili. Questa branca moderna della matematica, ignota agli antichi, trattando i problemi di moto ammette il concetto dell'infinitamente piccolo, e si conforma così alla condizione principale del moto (continuità assoluta) e in questo modo corregge l'inevitabile errore che la mente umana non può evitare quando tratta con elementi separati del moto invece che esaminare il moto continuo. Nell'esame delle leggi del movimento storico avviene assolutamente la stessa cosa. Il movimento dell'umanità, prodotto da una quantità innumerevole di volontà umane, si compie senza interruzione. La comprensione di queste leggi è lo scopo della storia. Ma per capire le leggi del movimento continuo, la ragione umana ammette unità arbitrarie separate. Il primo procedimento storico consiste nel prendere arbitrariamente una serie degli avvenimenti ininterrotti ed esaminarla separatamente dagli altri, quando non c'è e non può esserci inizio di alcun avvenimento. Il secondo procedimento consiste nell'esaminare gli atti di un uomo, imperatore o condottiero, come la risultante delle volizioni degli uomini, mentre questa risultante non si esprime mai nell'attività di un personaggio storico preso isolatamente. (Lev Tolstoj, Guerra e pace)
  • Nella natura noi abbiamo cognizione, propriamente, soltanto del movimento, senza il quale le impressioni sensoriali sono impossibili. Pertanto tutti i rimanenti concetti, per esempio quelli geometrici, sono creazioni artificiali della nostra mente, tratte dalle proprietà di movimento; ecco perché lo spazio, in sé, separatamente, per noi non esiste. (Nikolaj Ivanovič Lobačevskij)
  • Nient'altro che il movimento è impresso al mobile dal motore. Io dico che è il movimento che possiede il mobile, finché rimane unito al motore che gli è impresso, e questo movimento continuerebbe e sarebbe eterno se non fosse disturbato da qualche movimento contrario. (Pierre Gassendi)
  • Non so bene come spiegare, ma durante lo spostamento il movimento verso in qualche modo ci disgrega: siamo qui e allo stesso tempo non siamo qui perché stiamo già andando altrove, non so se rendo l'idea. Per smettere di disgregarsi bisogna stare fermi. O ti muovi e non sei più intero, o sei intero e non ti puoi muovere. (Muriel Barbery)
  • Quanto è pesante la vostra vita? Immaginate per un attimo di avere uno zaino sulle spalle. Cercate di sentire le cinghie sulle vostre spalle. Le sentite? Ora dovete riempirlo, con tutte le cose che avete nella vita. Cominciate da quelle piccole: gli oggetti sugli scaffali, nei cassetti, gli oggetti da collezione. Sentite come aumenta il peso. Poi aggiungete le cose più grandi: vestiti, elettrodomestici, lampade, biancheria, la tv. Lo zaino sarà piuttosto pesante. Ora le cose più grandi: il divano, il letto, il tavolo della cucina; infilate tutto dentro. La macchina, pigiatela bene. La casa. Che sia un monolocale o che abbia due camere da letto. Tutto dentro quello zaino. Infilate tutto bene dentro. Ora provate a camminare. È difficile vero? Questo è quello che noi facciamo quotidianamente: ci appesantiamo a tal punto da non riuscire a muoverci, e state pure certi, il movimento è vita. (Tra le nuvole)
  • Senza moto la vita non è che un letargo; se il moto è ineguale o troppo forte, risveglia. (Domenico Cirillo)
  • Voi sapete, che dal moto, dal quale nascono tutte l'altre cose, nascono ancora i venti. Perche il caldo, freddo, humido, secco, il graue, & lieue sono i principij della spiratione, per l'infacciamento dell'vni & l'altri, quali s'imprestano, & si rendono. Quali effetti sono pur causati dal moto diurno prima, è dal cambiar di luogo in Cielo, che fa il Sole, & la Luna, & gl'altri pianeti: si che ne nascono caldo, freddo, humido, secco, graue, & leggiero, più, & manco, ingrossandosi, & assottigliandosi, hor l'vno hor l'altro elemento; talche i moti de cieli, & delle stelle fanno ancora mouere i quattro elementi; & da quelli moti nasce la spiratione, dalla spiratione le diuerse sorti di venti. (Camillo Agrippa)

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