Carlo Finelli

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Carlo Finelli, Venere sorge da una conchiglia, Ermitage, San Pietroburgo

Carlo Finelli (1785 – 1853), scultore italiano.

Citazioni su Carlo Finelli[modifica]

Giuseppe Campori[modifica]

  • Devesi notare a lode del vero, che il grande artefice non fu sempre uguale a se stesso e che perfino le opere sue più lodate e più universalmente ammirate, non poterono in alcune parti sfuggire agli appunti dei critici più severi.
  • Il nome di Carlo Finelli è destinato a rimaner vivo e duraturo nella storia della scoltura italiana del nostro secolo. Il Finelli venuto a Roma in un tempo in cui quell'arte mercé l'ingegno del Canova era entrata in un periodo di rinnovamento, mostrossi devoto alle idee e alla maniera dello scultore di Possagno[1], ma non ne subì interamente l'influenza e seppe tenersi immune dalla servilità di chi ne interpretava falsamente il pensiero, immaginandosi d'imitarlo fedelmente.
  • Poche furono le opere da lui eseguite rispetto al tempo della sua vita non breve, tra per la consuetudine che tenne di passare quasi metà dell'anno in Carrara poco meno che inoperoso, e per quella sua naturale incontentabilità che gli faceva moltiplicare le prove e guastare più modelli, avanti di trovar quello che gli soddisfacesse. E di questo dispregio per le sue creazioni, volle dar prova perfino nell'atto di sua ultima volontà, disponendo che all'infuori dei gruppi del S. Michele e delle Danzatrici da esso destinati in dono all'Accademia di Carrara, si spezzassero tutti i suoi modelli così delle opere già condotte in marmo, come delle altre che restavano a condursi.
  • Soleva egli dire, scrive il Checchetelli[2] «doversi educare l'occhio e la mano alla norma degli antichi, la nostra mente e il cuor nostro allo spirito degli autori del risorgimento.» Fedele a questo principio si guardò il Finelli dal cadere nell'esagerazione delle due scuole, serbando la giusta misura fra il naturalesimo e l'idealismo, imitando senza apparire imitatore anzi mostrandosi originale.

Note[modifica]

  1. Luogo di nascita di Antonio Canova.
  2. Giuseppe Checchetelli (1823 – 1879), letterato e patriota italiano.

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