Carlo Verdelli
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Carlo Verdelli (1957 – vivente), giornalista italiano.
Citazioni di Carlo Verdelli
[modifica]- Alzi la mano chi, un anno fa, avrebbe potuto immaginare che il ministro dell'Interno sarebbe stato indagato per sequestro di persona, oppure che l'ambasciatore francese a Roma sarebbe stato richiamato in Patria in segno di protesta, o ancora che una parlamentare di Forza Italia avrebbe guidato un gommone per forzare un blocco e verificare lo stato di salute di un'umanità derelitta tenuta in ostaggio su una nave a cui era negato l'approdo a un porto. E chi poteva spingersi a prevedere che persino la vittoria al Festival di Sanremo di un cantante milanese, ma di origini egiziane, sarebbe stata additata come una mossa contro il popolo sovrano?[1]
- È Stato concepito un giro più umano, quindi senza alibi.[2]
- [In seguito alla pandemia Covid-19] Se lo stato delle cose non cambierà presto e radicalmente (ma dubitarne è più che lecito), ci troveremo a dover affrontare da soli, con il nostro debito pubblico mostruoso e con una prospettiva di crescita sottozero, l'impresa quasi impossibile di dare un futuro prossimo credibile agli italiani. Con l'aggravante che, prostrati come siamo, la parte più conveniente del nostro tessuto produttivo e finanziario diventerà preda ambita e indifesa per speculatori, affaristi, alleati famelici e potentati suadenti, a cui non parrà vero allungare l'influenza su una porzione d'Europa strategica come quella che, per storia e collocazione geografica, rappresentiamo. Lo scenario peggiore è a un millimetro, il tempo per scongiurarlo è brevissimo.[3]
gazzetta.it, 10 luglio 2006.
- [Sulla finale del campionato mondiale di calcio 2006] Chissà per quanto tempo ancora, giorni ancora, mesi ancora ci racconteremo il gol di Marco Materazzi, e le gesta eroiche del prode Cannavaro, e il rigore sbagliato da Trezeguet, proprio quel Trezeguet che ci tolse l'Europeo, e poi quell'altro rigore, quello della vita, segnato da un ragazzo, Fabio Grosso, che fino all'altro ieri giocava in C2. È finita come doveva finire, almeno dal nostro punto di vista: l'Italia è campione del Mondo per la quarta volta, seconda nazione per titoli dopo il Brasile. E ancora una volta con una vittoria, e più in generale un torneo, che lascia poco spazio ai processi del lunedì altrui. La Francia ieri sera forse non meritava di perdere, ma l'Italia, questa Italia di Lippi, non meritava l'ennesima beffa del destino a un millimetro dal traguardo. [...] gli azzurri hanno fatto tutto quello che potevano, fino all'ultimo sospiro, nostro e loro. E quando il tiro di Grosso ha chiuso i conti, e quando Cannavaro, dio lo benedica, ha alzato la coppa, chissà quante persone hanno pensato che sì, il calcio può essere una cosa meravigliosa, una magnifica consolazione.
- Questo mondiale ci ha insegnato molte cose semplici. Che il calcio è un gioco di squadra, per esempio, e che undici uomini motivati allo stesso obiettivo e ben assemblati valgono di più di undici fuoriclasse che giocano ognuno per conto proprio. Che la forza di un gruppo si misura anche e soprattutto dalla capacità delle riserve di non fare casino quando non tocca a loro e di essere viceversa irresistibili appena arriva la chiamata.
- L'uomo non è simpatico per quanto si sforzi, non è diplomatico per quanto non si sforzi, ma è riuscito a fare una cosa rara, non soltanto nel mondo dello sport: prendere un gruppo di professionisti ammaccati la gran parte da una stagione forsennata e dai colpi di maglio di Moggiopoli, convincerli con le buone che ci sono momenti nella vita in cui l'interesse generale prevale sul particolare, disporli in campo secondo le reali possibilità di ognuno (e non quelle teoriche della lavagnetta), e poi volere loro un po' di bene. Cose semplici, le stesse in fondo che permisero a un altro grande condottiero di regalare ai meno giovani tra noi, 24 anni fa, l'emozione indelebile della vittoria al mondiale di Spagna. Ecco, se è permesso un complimento ulteriore, e per me definitivo, al signor Lippi è che adesso può sedersi accanto al grande Enzo Bearzot e finalmente concedersi il lusso di dargli del tu.
Note
[modifica]- ↑ Da Un anno bellissimo, Repubblica.it, 20 febbraio 2019.
- ↑ Da La Gazzetta Sportiva, 2 dicembre 2007.
- ↑ Da Che cosa meritano gli italiani, la Repubblica, 11 aprile 2020, p. 29.
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