Cesare Battisti

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Cesare Battisti a Milano nel 1915

Cesare Battisiti (1875 – 1916), patriota, giornalista, geografo, politico socialista e irredentista italiano.

Citazioni di Cesare Battisti[modifica]

  • Sostengo d'essere cittadino italiano perché sono stato nominato ufficiale nell'esercito italiano. Devo però ammettere che non ho avuto lo svincolo dalla sudditanza austriaca. Ammetto inoltre di aver svolto, sia anteriormente che posteriormente allo scoppio della guerra con l'Italia, in tutti i modi – a voce, in iscritto, con stampati – la più intensa propaganda per la causa d'Italia e per l'annessione a quest'ultima dei territori italiani dell'Austria; ammetto d'essermi arruolato come volontario nell'esercito italiano, d'esservi stato nominato sottotenente e tenente, di aver combattuto contro l'Austria e d'essere stato fatto prigioniero con le armi alla mano. In particolare ammetto di avere scritto e dato alle stampe tutti gli articoli di giornale e gli opuscoli inseriti negli atti di questo tribunale al N. 13 ed esibitimi, come pure di aver tenuto i discorsi di propaganda ivi menzionati. Rilievo che ho agito perseguendo il mio ideale politico che consisteva nell'indipendenza delle province italiane dell'Austria e nella loro unione al Regno d'Italia.[1]

Il Trentino[modifica]

  • Di più avrei potuto fare, specialmente nel campo statistico, se non ci fosse nel nostro paese, e nei privati e negli enti morali, una tal quale ritrosia a confidare al dominio del pubblico dati, fatti e notizie. (Prefazione; p. VII)
  • La figura del Trentino è poligona; potrebbe assomigliarsi, ad un cuneo colla punta smussata, o forse meglio, specialmente se si tien conto dell'andamento del limite nordico, a due ali di farfalla. (Capitolo III; p. 26)

Citazioni su Cesare Battisti[modifica]

  • Era uomo di poche parole, quasi timido e impacciato. Non aveva nulla del tribuno. Anche la sua oratoria era disadorna, ma così spontanea e onesta. Si sentiva in lui una grande fede, a cui una non meno grande bontà toglieva ogni arroganza e ogni acredine. (Mario Borsa)
  • Mi pare ancora di vederlo[2], con quel suo fare apparentemente stordito, alto, magro, sottile, pallido, con quella barbetta a punta e quei capelli diritti sulla fronte che gli allungavano straordinariamente il viso, dandogli una linea quasi ascetica, e quel suo occhio franco e fermo in cui si leggeva tutta la serenità della sua nobile anima. (Mario Borsa)

Note[modifica]

  1. Dalla dichiarazione durante il processo, Tribunale di Trento, 12 luglio 1916; citato in Atti dei processi Battisti Filzi Chiesa, a cura dell'Archivio di Stato di Trento e Società di studi per la Venezia Tridentina, T.E.M.I., Trento, 1935, p. 45.
  2. Battisti, dopo la sua partenza da Trento nel 1914, collaborò con il quotidiano Il Secolo di Milano, di cui Borsa fu corrispondente da Londra e redattore capo.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]