Charlotte Link

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Charlotte Link, (1963 — vivente), scrittrice tedesca.

L'isola[modifica]

Incipit[modifica]

Durante la notte ebbe pensieri omicidi.
Non riusciva a dormire benché per tutto il giorno avesse camminato sulla riva del mare, affondando i piedi nella sabbia bagnata e pesante lungo la battigia, dove le onde frangono, benché avesse incamerato tanta aria fresca che gli sarebbe dovuta bastare per anni e anni... per non parlare del whisky che si era bevuto di sera, per cancellare le sue miserie e sentirsi stanco abbastanza da scacciare le immagini che lo tormentavano e, finalmente, prendere sonno.

L'ultima volta che l'ho vista[modifica]

Incipit[modifica]

OTTOBRE 1987 Il ragazzo non era sicuro di aver visto una volpe, magari era un altro animale. Ma l'idea lo stuzzicava, e alla fine decise che, sì, doveva proprio essere una volpe. Aveva attraversato la stretta valle come un'ombra piatta e scura, scivolando tra l'erba, i cespugli bassi, le pietre, poi, dopo aver raggiunto l'altro versante, ai piedi di una ripida parete rocciosa, si era infilata tra i massi ed era scomparsa. La roccia sembrava averla inghiottita in un istante.

Citazioni[modifica]

  • Non hai sbagliato niente. Ma con me non si indovina mai. (p. 56)
  • Io sono l'uomo che le donne dichiarano di sognare. In realtà non provate alcuna attrazione per gli uomini come me. Come per nessun uomo, del resto. Avete bisogno di qualcuno che vi conceda la libertà di realizzarvi, ma a letto preferite un macho più esperto.

La casa delle sorelle[modifica]

Incipit[modifica]

Yorkshire, dicembre 1980 Dalla mia scrivania, davanti alla finestra, posso spaziare con lo sguardo sui campi spogli di Hochmoor, investiti dal vento glaciale di dicembre. Il cielo è fitto di nuvole grigie e gonfie, dall'aria minacciosa. Si dice che a Natale avremo la neve, ma chissà se è vero. Qui nello Yorkshire non si sa mai che cosa ci riserva la sorte. Viviamo nella speranza che possa migliorare, ma a volte questa speranza viene messa a dura prova, soprattutto in primavera, quando l'inverno non vuole congedarsi, come un visitatore importuno che indugia nell'ingresso, anziché decidersi a varcare finalmente la soglia. I richiami degli uccelli affamati suonano striduli nell'aria, e la pioggia gelida investe chi si avventura sulla strada fangosa, tutto imbacuccato, cullando il ricordo del sole e del caldo come se fosse un tesoro prezioso.

Citazioni[modifica]

  • Sono stata abbastanza sincera, comunque. Non ho mai sostenuto di essere stata troppo bella, troppo generosa, troppo intelligente. Certo, qualche volta sono stata tentata di farlo: sarebbe stato così facile. Un paio di piccole correzioni qua e là, un paio di ritocchi. Avrei potuto abbandonare una specie di filtro verbale, per velare e addolcire quello che invece ho detto in modo chiaro ed esplicito. Se avessi tralasciato qualcosa e modificato qualcos'altro, ne sarebbe uscito un quadro abbellito, e di conseguenza una storia diversa. Naturalmente si può mentire per la gola e modificare la propria storia, ma allora ci sarebbe da chiedersi a che scopo scriverla. (p. 9)
  • Per me l'atto di scrivere ha raggiunto il suo scopo: scrivere costringe alla precisione. Ricordi ormai vaghi assumono contorni precisi, colori nitidi. Sono stata costretta a ricordare per davvero, e così facendo, mi sono riconciliata con me stessa, con la mia vita, con il destino. Ho perdonato, e soprattutto mi sono perdonata. (p. 10)
  • Maureen ripensava agli anni dolorosi di Dublino e, guardandosi attorno in quella stanzetta minuscola che dividevano a Hull, rifletteva dentro di sé che nessuno di quei sogni che Kate aveva fatto per il futuro si era avverato. Ne ricavava una lezione: niente bei sogni sul futuro, niente fantasie di una vita migliore. Lavorare sodo e ricavare il meglio da ogni momento, questa sarebbe stata la filosofia personale di Maureen (p. 100)
  • il suo sorriso era privo di calore e gli occhi non scintillavano più. In compenso aveva le idee più chiare, sapeva formularle in modo più preciso ed esporle con minori remore che in passato. Viveva nella condizione di non avere più niente da perdere e quindi, in un certo senso, di essere invulnerabile; una convinzione erronea, come avrebbe scoperto in seguito, ma che per il momento le infondeva forza e sicurezza (p. 226)

La doppia vita[modifica]

Incipit[modifica]

Dalle pagine di cronaca del Berliner Morgenpost del 15 settembre 1999

MACABRA SCOPERTA IN UN APPARTAMENTO IN AFFITTO A ZEHLENDORF, BERLINO

Si è trovata di fronte a uno spettacolo agghiacciante una pensionata che ieri aveva convinto il portinaio di un condominio di Zehlendorf, Berlino, ad aprirle la porta dell'appartamento di Hilde R., amica di vecchia data. La signora sessantaquattrenne, che viveva sola, non aveva più dato notizie di sé ad amici e conoscenti e non rispondeva più al telefono. È stata trovata nel suo salotto, strangolata con una corda; l'assassino aveva anche tagliuzzato i suoi vestiti con un coltello. La polizia esclude sia la pista dell'omicidio a sfondo sessuale sia quella del furto. Non sono state rilevate tracce di scasso, quindi si ritiene che l'anziana signora abbia aperto lei stessa la porta al suo carnefice. In base ai risultati dell'autopsia l'omicidio risalirebbe alla fine di agosto. Ancora nessuna traccia dell'autore del gesto criminale.

Nemico senza volto[modifica]

Incipit[modifica]

Aprile 1995 In sogno vedeva il ragazzino davanti a sé. Gli occhi luminosi. Il sorriso radioso. La fessura tra i denti. Le lentiggini, che d'inverno scomparivano per fiorire in primavera con i primi raggi del sole. I folti capelli scuri, ribelli, che sparavano da tutte le parti.
Ne sentiva addirittura la voce. Molto chiara, melodiosa. Una voce infantile, morbida e allegra.

Bibliografia[modifica]

  • Charlotte Link, L'isola. Una storia misteriosa, traduzione di Valeria Montagna, Corbaccio, 2008. ISBN 9788879729024
  • Charlotte Link, L'ultima volta che l'ho vista, traduzione di Alessandra Petrelli, Corbaccio, 2012. ISBN 9788863805635
  • Charlotte Link, La casa delle sorelle, traduzione di Lidia Perria, Corbaccio, 2002. ISBN 8879724932
  • Charlotte Link, La doppia vita, traduzione di Valeria Montagna, Corbaccio, 2005. ISBN 8879727206
  • Charlotte Link, Nemico senza volto, traduzione di Alessandra Petrelli, Corbaccio, 2008. ISBN 9788879729017
  • Charlotte Link, Nobody, traduzione di Umberto Gandini, Corbaccio, 2010. ISBN 9788863800562

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