Chiamami col tuo nome

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Chiamami col tuo nome

Immagine Call Me By Your Name.png.
Titolo originale

Call Me by Your Name

Lingua originale inglese, francese e italiano
Paese Italia, USA, Brasile, Francia
Anno 2017
Genere drammatico
Regia Luca Guadagnino
Soggetto André Aciman
Sceneggiatura James Ivory
Produttore James Ivory, Émilie Georges, Luca Guadagnino, Marco Morabito, Howard Rosenman, Peter Spears, Rodrigo Teixeira
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
  • Premio Oscar (2018) per la miglior sceneggiatura non originale

Chiamami col tuo nome, film del 2017 con Timothée Chalamet e Armie Hammer, regia di Luca Guadagnino

Frasi[modifica]

  • Vedrete che ci dirà addio così, quando arriverà il momento: col suo "a dopo!" (Elio Perlman)
  • I muscoli sono saldi. Guarda lo stomaco, per esempio. Non c'è un solo corpo dritto in queste statue, sono tutti curvi; a volte impossibilmente curvi e così nonchalants, da qui la loro ambiguità senza tempo, come se ti sfidassero a desiderarli. (Mr. Perlman)
  • Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio (Oliver)
  • Quando meno te lo aspetti la natura ha astuti metodi per scovare il tuo punto più debole. Tu ricordati che sono qui. Adesso magari non vuoi provare niente. Magari non vorrai mai provare niente. E sai, magari non è con me che vorrai parlare di queste cose, però... prova qualcosa, perché l'hai già provata. Senti, avete avuto una splendida amicizia. Forse più di un'amicizia. E io t’invidio. Al mio posto, un padre spererebbe che tutto questo svanisse, pregherebbe che il figlio cadesse in piedi. Ma non sono quel tipo di padre. Strappiamo via così tanto di noi per guarire in fretta dalle ferite, che finiamo in bancarotta già a trent'anni e abbiamo meno da offrire ogni volta che troviamo una persona nuova. Ma forzarsi a non provare niente per non provare qualcosa, che spreco! Ho parlato a sproposito? Allora dico un'ultima cosa per chiarire meglio. Forse ci sono andato vicino, ma non ho mai avuto una cosa così. Qualcosa mi ha sempre frenato prima. Si è messa di mezzo. Come vivrai saranno affari tuoi, però ricordati: il cuore e il corpo ci vengono dati soltanto una volta. E in men che non si dica, il tuo cuore è consumato, e -quanto al tuo corpo- a un certo punto nessuno più lo guarda, né ancora meno ci si avvicina. Tu, adesso, senti tristezza. Dolore. Non ucciderli, al pari della gioia che hai provato. (Mr. Perlman)

Dialoghi[modifica]

  • Oliver: Che si fa da queste parti?
    Elio Perlman: Si aspetta che l'estate finisca.
    Oliver: Sì? E d'inverno che fate? Aspettate l'estate?
  • Oliver: Esiste qualcosa che non sai?
    Elio Perlman: Io non so niente, Oliver.
    Oliver: Eppure sembri saperne più di tutti.
    Elio Perlman: Sapessi quanto poco so delle cose che contano...
    Oliver: Quali cose contano?
    Elio Perlman: Lo sai quali...
    Oliver: Perché mi dici questo?
    Elio Perlman: Perché penso che tu lo debba sapere.
    Oliver: Perché pensi che io lo debba sapere?
    Elio Perlman: Perché vorrei che lo sapessi? Perché vorrei che lo sapessi... Perché vorrei che lo sapessi... Perché vorrei che lo sapessi... Perché non c'è nessun altro a cui potrei dirlo.
    Oliver: Stai dicendo quello che penso? Non muoverti, resta qui.
    Elio Perlman: Lo sai che non mi muovo.
    Oliver: Hanno mischiato tutte le pagine, devo ribattere tutto a macchina! Non ho niente su cui lavorare, oggi. Perderò un giorno intero. Cavolo!
    Elio Perlman: Non dovevo dire niente!
    Oliver: Fa finta che non l'hai detto!
  • Oliver: E tu qui che fai?
    Elio Perlman: Leggo libri, trascrivo musica, vado a nuotare...
    Oliver: Sì?
    Elio Perlman: Esco la sera, non lo so...
    Oliver: Divertente! Ok, bello. Grazie dell'aiuto.
    Elio Perlman: [dopo essersi sfiorati con le biciclette] Oh scusa! Scusami!
    Oliver: Niente. Ok, a dopo!
  • Elio Perlman: Abbiamo sprecato così tanti giorni. Dovevi darmi un segnale.
    Oliver: Te l'ho dato.
    Elio Perlman: Quando me l'hai dato?
    Oliver: L'ho fatto.
    Elio Perlman: Dovevi... Quando?
    Oliver: Ricordi quando giocavamo a pallavolo e io ti ho toccato qui? [sulla spalla] Era per farti vedere che mi piacevi.
    Elio Perlman: Ah.
    Oliver: Mi hai fatto sentire come se ti avessi molestato.

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