Christopher Moore

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Christopher Moore mentre firma una copia di Bite Me alla "Politics & Prose" di Washington, DC.

Christopher Moore (1957 – vivente), scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Demoni[modifica]

Brezza soffiava verso San Junipero sulla Pinto station wagon di Billy Winston. La Pinto beccheggiava fra il margine e il centro della carreggiata mentre Billy guidava, cercava di rollare una canna con una mano sola senza far cadere la lattina doppia di Coors e dondolava al ritmo del pezzo di Bob Marley che gracchiava dalla radio.
«Alla bella vita, fratello!» disse Billy, e brindò a Brezza con un sorso di Coors.
Brezza scosse la testa minaccioso. «Giù la lattina, guarda la strada, fai rollare a me» disse.
«Scusa, Brezza» rispose Billy. «Essere in viaggio con te mi gasa».

Il Vangelo secondo Biff[modifica]

L'angelo stava vuotando e pulendo i suoi armadi quando giunse la chiamata. Aureole e raggi di luna erano divisi in mucchi a seconda della luminosità, le sacche con l'ira e i foderi dei lampi erano appesi a ganci in attesa di essere spolverati. Da un otre in un angolo era fuoriuscita un po' di gloria, che provvide ad asciugare con un tampone. Ogni volta che muoveva lo straccio, dall'armadio si levava un coro smorzato, come se avesse messo il coperchio su un vaso di sottaceti colmo di Alleluia.

Sesso e lucertole a Melancholy Cove[modifica]

Settembre a Pine Cove è un sospiro di sollievo, il bicchiere della buonanotte, un meritatissimo pisolino. La luce morbida dell'autunno filtra dagli alberi, i turisti tornano a Los Angeles e San Francisco, i cinquemila residenti della cittadina si svegliano e scoprono di poter finalmente trovare parcheggio, andare al ristorante senza fare la fila e passeggiare in spiaggia senza scontrarsi con qualche frisbee vagante.

Tutta colpa dell'angelo[modifica]

Il Natale s'insinuò sornione a Pine Cove come solo il Natale sa fare: trascinandosi dietro una ghirlanda, un fiocco, delle campanelle da slitta, il denso zabaione, il tanfo di pino e la minaccia dell'incombente festività, come una gelida piaga sotto il vischio.
Pine Cove con la sua architettura pseudo-Tudor tutta imbellettata di pittoresca festività – luci scintillanti su tutti gli alberi di Cypress Street, neve finta spruzzata agli angoli delle vetrine, statuette di Babbo Natale e gigantesche candele che oscillano alla luce di ogni lampione – si aprì all'arrivo dei turisti di Los Angeles, San Francisco e della Central Valley a caccia di un momento di autentico e significativo commercio natalizio. Pine Cove, assonnato villaggio costiero della California, una cittadina giocattolo, in verità, con più gallerie d'arte che distributori di benzina, più enoteche che ferramenta, se ne stava lì, invitante come una reginetta del ballo ubriaca, mentre il Natale incombeva, a soli cinque giorni di distanza. Sì, era alle porte, e con il Natale quest'anno sarebbe arrivato il Bambino.
Entrambi immensi, irresistibili e miracolosi. Pine Cove, però, aspettava soltanto uno dei due.

Bibliografia[modifica]

  • Christopher Moore, Demoni. Istruzioni per l'uso, traduzione di Luca Fusari, Elliot Edizioni, 2011. ISBN 9788861922266
  • Christopher Moore, Il Vangelo secondo Biff, amico di infanzia di Gesù, traduzione di Chiara Brovelli, Elliot Edizioni, 2008. ISBN 9788861920507
  • Christopher Moore, Sesso e lucertole a Melancholy Cove, traduzione di Luca Fusari, Elliot, 2010. ISBN 9788861921375
  • Christopher Moore, Tutta colpa dell'angelo. Un'allegra favola di Natale, traduzione di Giulia Balducci, Sperling & Kupfer, 2005. ISBN 8820039591

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]