Cividale del Friuli
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Citazioni su Cividale del Friuli.
- A Cividale nessuno poteva attraversare il fiume Natisone perché non c'era ponte. Il diavolo si offerse di farlo lui, a patto che quelli di Cividale gli regalassero la prima anima che vi fose passata sopra; e quei cittadini si impegnarono a farlo. [...] l'indomani, a lavoro finito, il diavolo richiamò l'adempimento del patto. I Cividalesi, gratissimi all'architetto, e però burloni la loro parte, rotolarono per il ponte una pagnotta, e lesto un cane le corse dietro per addentarla. Era la prima anima, secondo il convenuto. (Vittorio Di Giacomo)
- Cividale rifulge [...] di luce corrusca nella notte medievale. Da prima gesta selvagge ed eroiche le turbinano intorno come fiera epopea; di poi fulgori di altari e dolcezze di mistici canti ne sorgono, rotti a quando a quando da imprecazioni di scomuniche e da fragore di armi. E in mezzo a questa notte tempestosa, si eleva la figura di [Paolo Diacono] un longobardo monaco benedettino, che del suo popolo e della sua Cividale sopratutto tramanda i ricordi. (Gino Fogolari)
- «Mittelfest» è una grande occasione per riflettere sulle divisioni e sul loro peso nella cultura e nei rapporti umani e io sono contento di proporre al pubblico di Cividale del Friuli un omaggio alla tradizione polacca, anche con musiche dedicate a Grazyna Bacewicz e ad Henryk Górecki. Sono artisti che mi hanno segnato. (Krzysztof Penderecki)
- Tuttora a Cividale nel Duomo, il giorno dell'Epifania, durante la messa solenne, si compie una insolita cerimonia. Un diacono sale sull'alto presbiterio, mette in capo un grande elmo piumato, toglie dalla mensa e regge presso il petto il libro degli Evangeli, coperto da piastra d'argento con la crocifissione; impugnato un grande spadone, trae avanti, sosta alla gradinata e benedice il popolo con la spada segnando una grande croce. La cerimonia è antica. La coperta dell'evangelario è vigorosa opera della fine del dugento; lo spadone, di forma tedesca, porta il nome del patriarca Marguardo (1366-1381); solo l'elmo è di cartone, moderno e brutto. È la messa dell'imperatore; a ricordo del potere militare dei patriarchi, che in Aquileia avevano la sede spirituale e a Cividale risiedevano. Grande era la podestà feudale dei patriarchi, primati di diciasette episcopi, governanti dalla Livenza, molto al di là dei monti, sino alla Sava. Il patriarca eletto entrava trionfalmente in Cividale a ricevere l'investitura feudale. La nobilissima famiglia Boiani, dalla quale tanto spesso vennero scelti i vicedomini, che reggevano il paese nella vacanza della sede, aveva per diritto in dono il destriero ben adorno sul quale entrava il patriarca; mentre i merciai e gli artieri, che abitavano nella curia, erano astretti ad offrir certi doni al nuovo signore. (Gino Fogolari)
Detti e canti popolari
[modifica]- Cividât no jè uno vilo, ma uno ponto di citât, Cividale non è un paese ma una piccola città.
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