Lavoro

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Cartello di «lavori in corso».

Citazioni sul lavoro.

Citazioni[modifica]

  • Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza. (Alberto Sordi)
  • Chi non vuol lavorare neppure mangi. (Paolo di Tarso)
  • Ciò che muove il lavoratore a dichiararsi malcontento è la speranza del meglio; egli spera di lavorare sempre meno e di godere sempre più: è questa la formula della profezia socialista: il massimo dei beni col minimo dello sforzo; formula contro la quale protestano la ragione, la logica, le leggi del mondo organico e fisico dove gli effetti sono sempre rigorosamente proporzionati alle cause. (Federico De Roberto)
  • Come schiavi lavorarono gli animali per tutto quell'intero anno. Ma nel loro lavoro erano felici: non si lamentavano né di sforzi né di sacrifici, ben sapendo che quanto facevano era fatto a loro beneficio e a beneficio di quelli della loro specie che sarebbero venuti dopo di loro, e non per l'uomo infingardo e ladro. (George Orwell)
  • Con l'abitudine, il lavoro appare più leggero. (Tito Livio)
  • È evidente che più la società si fa tecnologica, più si riducono i posti di lavoro. E paradossalmente quello che è sempre stato il sogno più antico dell'uomo: la liberazione dal lavoro si sta trasformando in un incubo. (Umberto Galimberti)
  • È la fatica dell'uomo che nutre l'ozio alle donne. (Eschilo)
  • Felice colui che ha trovato il suo lavoro; non chieda altra felicità. (Thomas Carlyle)
  • Già per Locke, a fondare il diritto di proprietà può essere solo il lavoro, di cui risulta incapace un popolo dedito esclusivamente alla caccia. (Domenico Losurdo)
  • I tipi di competenze richiesti per praticare occupazioni flessibili, nel complesso, non comportano un apprendimento sistematico e a lungo termine; più frequentemente, essi trasformano in svantaggio un corpo logicamente coerente e ben conformato di capacità e abitudini acquisite, che un tempo costituiva una risorsa. (Zygmunt Bauman)
  • Il diritto di vivere non si paga con un lavoro finito, ma con un'infinita attività. (Carlo Michelstaedter)
  • Il frutto del lavoro è il più dolce dei piaceri. (Luc de Clapiers de Vauvenargues)
  • Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. (Benito Mussolini)
  • Il lavoratore diviene un rivoluzionario non accentuando le proprie caratteristiche di operaio, ma proprio liberandosene [...]. Il lavoratore diviene un rivoluzionario quando si libera del proprio 'operaismo', quando giunge a detestare il proprio ruolo di classe senza mezzi termini, qui e ora, e quando comincia a scrollarsi di dosso quei caratteri che i marxisti più gli ammirano – l'etica del lavoro, la struttura caratteriale derivante dalla disciplina industriale, il rispetto per la gerarchia, l'obbedienza ai capi, il consumismo, le scorie del puritanesimo. In questo senso, il lavoratore diviene un rivoluzionario nella misura in cui si libera del proprio ruolo di classe e acquista una coscienza di non-classe. (Murray Bookchin)
  • Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno. (Voltaire)
  • Il lavoro caccia i vizi derivanti dall'ozio. (Seneca)
  • Il lavoro deve produrre uomini prima che cose. (Maurice Zundel)
  • «Il lavoro diverrà creazione artistica, esso deve scaturire dall'entusiasmo dell'operaio. L'arte è l'anticipazione dell'alta produzione» profetò Giorgio Sorel e la profezia si accontentò di accarezzare le menti, perché è stupenda, ma tanto stupenda quanto fuori della realtà. (Luigi Grande)
  • Il lavoro è parte speciale di quelle condizioni indispensabili che una società veramente umana deve garantire perché ognuno possa non solo sopravvivere e vivere ma ancora di più realizzare se stesso secondo il disegno di Dio. (Angelo Bagnasco)
  • «Il lavoro è soggetto dell'economia» disse il fascismo e gli stessi economisti corporativi non erano d'accordo su ciò che la frase significava. Forse neanche chi l'aveva pronunciata ne avrebbe saputo dare la spiegazione, perché se no avrebbe fissato le «direttive» per la retta interpretazione di essa. (Luigi Grande)
  • Il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare. (Oscar Wilde)
  • Il lavoro è l'amore reso visibile. (Kahlil Gibran)
  • Il lavoro è l'ultima risorsa dei coglioni. (Sebastiano Vassalli)
  • Il lavoro è tenue, ma darà non tenue gloria. (Virgilio)
  • Il lavoro è umano solo se resta intelligente e libero. (Papa Paolo VI)
  • Il lavoro è un diritto dell'uomo: | se l'uomo è povero | è addirittura un dovere. (Gianni Monduzzi)
  • Il lavoro intellettuale strappa l'uomo alla comunità umana. Il lavoro materiale, invece, conduce l'uomo verso gli uomini. (Franz Kafka)
  • Il lavoro mi perseguita, ma io sono più veloce. (Lupo Alberto)
  • Il lavoro migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio. (Jean-Paul Sartre)
  • Il lavoro non è un diritto. (Elsa Fornero)
  • «Il lavoro non deve essere sfruttamento d'un uomo ad opera di un altro uomo, che detiene nelle sue mani il capitale e il potere politico» disse il Socialismo. Va bene, ma quando si è dato il capitale in mano allo Stato e lo Stato in mano a capi «proletari», cessa il lavoro di essere sfruttamento di uomini da parte di altri uomini? (Luigi Grande)
  • Il lavoro non mi piace – non piace a nessuno – ma mi piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. La propria realtà – per se stesso, non per gli altri – ciò che nessun altro potrà mai conoscere. (Joseph Conrad)
  • Il lavoro non viene più eseguito con la coscienza orgogliosa di essere utile, ma con il sentimento umiliante e angosciante di possedere un privilegio concesso da un favore passeggero della sorte, un privilegio dal quale si escludono parecchi esseri umani per il fatto stesso di goderne, in breve un posto. (Simone Weil)
  • Il lavoro rende liberi.
Arbeit macht frei. [Scritta posta sopra il cancello di ingresso del campo di concentramento di Auschwitz]
  • Il lavoro rivela il carattere delle persone: alcuni si tirano le maniche, altri girano al largo e altri ancora non si fanno proprio vedere. (Sam Ewing)
  • Il lavoro si espande fino a riempire il tempo disponibile per il suo completamento. Un generico riconoscimento di questo fatto è manifesto nella frase proverbiale: "L'uomo più occupato è quello che ha tempo da perdere." (Cyril Northcote Parkinson)
  • Il lavoro vinceva la materia. (Publio Ovidio Nasone)
  • I nostri padri come i nostri nonni erano nemici dello Stato perché lottavano per l'umanizzazione del lavoratore. Che cosa siamo noi oggi? Noi vendiamo il nostro «essere umano» per denaro, noi crediamo addirittura quando ci si dice il lavoratore è il più caro fanciullo della democrazia; ma, compagni, ciò è soltanto prima delle elezioni. Cosa siamo in realtà nei quattro anni che corrono tra un'elezione e l'altra? (Max von der Grün)
  • In qualunque mestiere, in qualunque professione è bene tenere conto di questo: chi lavora egoisticamente non arriva a niente. Chi lavora altruisticamente se lo ritrova, il lavoro fatto. (Eduardo De Filippo)
  • L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione. (Massimo d'Azeglio)
  • L'autore loda il suo lavoro. (Publio Ovidio Nasone)
  • L'uomo sano e saggio non si allontana mai dalla ragione e non si concede nessuno svago se non quello del proprio lavoro. (Henry James)
  • La costituzione sovietica garantisce a tutti un lavoro. Un'idea graziosa e inquietante, direi. (P.J. O'Rourke)
  • La vita produttiva è diventata il mezzo per il soddisfacimento di una sola esigenza, la conservazione della esistenza fisica. In una fabbrica di apparecchi elettrici gli operai non s'interessano minimamente di ciò che producono. Il processo di alienazione ha deformato la loro personalità. (Max von der Grün)
  • Lavorare bisogna. Lavorare se si vuole essere contenti nella vita. (Mario Rigoni Stern)
  • Lavorare è meno noioso che divertirsi. (Charles Baudelaire)
  • Lavorare stanca. (Cesare Pavese)
  • Legittimo è il desiderio del necessario, e il lavoro per arrivarci è un dovere: «se qualcuno si rifiuta di lavorare, non deve neanche mangiare». (Papa Paolo VI)
  • Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero. (Aristotele)
  • Lo Stato si fonda sulla schiavitù del lavoro. Se il lavoro diventerà libero, lo Stato sarà perduto. (Max Stirner)
  • Ma io sono moderno quanto lei, Sam. Solo che ciò che conta, per il futuro, non è il lavoro ma l'ozio. Tutto il mondo è d'accordo nel dire che il lavoro non è che un mezzo. Si parla di una civiltà dell'ozio, vi è gente che lavora per 40 anni, per riposarsi dopo, ma quando finalmente raggiunge il riposo, non sa più che farsene, e muore. Sinceramente credo di servire meglio la causa dell'umanità oziando che lavorando. Bisogna avere il coraggio di non lavorare. (La collezionista)
  • Mi piace il lavoro, mi affascina. Potrei stare per ore seduto ad osservarlo... (Jerome Klapka Jerome)
  • Mi piace di veder lavorare! È così che il lavoro diventa una consolazione. (Alessandro Varaldo)
  • Nel regime socialista, che, per il momento, esiste solo in URSS, la proprietà sociale dei mezzi di produzione costituisce la base dei rapporti di produzione. Qui non esistono più né sfruttatori né sfruttati. I prodotti vengono ripartiti secondo il lavoro compiuto e secondo il principio: "Chi non lavora non mangia". (Stalin)
  • Nessun male sociale può superare la frustrazione e la disgregazione che la disoccupazione arreca alle collettività umane. (Federico Caffè)
  • Niente è veramente lavoro a meno che non preferiate fare qualcos'altro. (James Matthew Barrie)
  • Non esistono surrogati del duro lavoro. (Thomas Alva Edison)
  • Non è un piacere stare a osservare il lavoro umano quando questo è ancora fatica, maledizione e schiavitù. (Hermann Hesse)
  • Non è il lavoro, però, che uccide e distrugge; ciò che uccide e distrugge è lo sfruttamento del lavoro, lo sfruttamento della miseria, lo sfruttamento della disperazione ossia, tutto ciò che avviene quando l'unica cosa che conta è la massimizzazione del profitto economico, quell'egoismo assoluto che non ha più niente a che vedere con l'interesse ben compreso di cui ci parlava già Adam Smith e che porta alla massimizzazione del bene comune. (Michela Marzano)
  • Non mi piace il lavoro anche se è qualcun altro a farlo. (Mark Twain)
  • Nulla è ancora l'indipendenza dallo straniero, la libertà e l'uguaglianza di ogni cittadino nel proprio paese, l'impero incontrastato della ragione sulle coscienze, se ad ogni onesto non è assicurato il pane quotidiano, nella giusta ragione di un lavoro né ignobile né eccessivo, che non gli sia dato per elemosina, ma per diritto di essere un uomo. (Roberto Ardigò)
  • O perché debbo lavorare con zelo a produrre molto, se chi produce meno di me, per incapacità reale o per pigrizia, partecipa esattamente come me al godimento dei beni? Non è meglio prender le cose con più calma, riposarsi spesso ed a lungo?... (Federico De Roberto)
  • Ogni difficoltà è vinta dall'aspro lavoro, e dal bisogno che incalza nelle dure vicende. (Virgilio)
  • Più avete da lavorare e più dovete pregare, per essere strumenti docili nelle mani di Dio. (Giuseppe Allamano)
  • Più di ogni altro, forse, il minatore può rappresentare il prototipo del lavoratore manuale, non solo perché il suo lavoro è così esageratamente orribile, ma anche perché è così virtualmente necessario e insieme così lontano dalla nostra esperienza, così invisibile, per modo di dire, che siamo capaci di dimenticarlo come dimentichiamo il sangue che ci scorre nelle vene. (George Orwell)
  • Quando non si lavora, gli arnesi se ne scappano! (Émile Zola)
  • Quando qualcuno mette troppo entusiasmo nel suo lavoro, ho sempre l'impressione che sprechi più tempo ad entusiasmarsi che a lavorare. (Antonio Amurri)
  • Questo secolo di pedagogia proletaria predica la dignità del lavoro, come uno schiavo che calunnia l'ozio intelligente e voluttuoso. (Nicolás Gómez Dávila)
  • Qui in Kirghisia, in ogni settore pubblico e privato, non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un'eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 e 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, all'amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili. (Silvano Agosti)
  • Se fai il lavoro male, dopo magari non te lo fanno fare più. (Bill Watterson)
  • Si aspira ad avere un lavoro, per avere il diritto di riposarsi. (Cesare Pavese)
  • Si è troppo inclini a credere che, se si ha un po' di talento, il lavoro debba riuscire facile. Impegnati sempre, uomo, se vuoi fare qualche cosa di grande. (Georg Christoph Lichtenberg)
  • Se le masse lavoratrici rimangono in uno stato di miseria e di abbrutimento, non v'è grandezza di popolo, né dentro, né oltre i confini della Patria. (Benito Mussolini)
  • Senza il diritto al lavoro la persona perde la sua dignità. (Stefano Rodotà)
  • Tutta la grandezza del lavoro è dentro l'uomo. (Papa Giovanni Paolo II)
  • Un lavoro noioso può tirare fuori il meglio di una persona. Non devi pensare a quel che fai, vai in automatico, e intanto il tuo cervello lavora. Quando ha elaborato la teoria della relatività, Einstein lavorava all'ufficio brevetti, Böll era un controllore, e Bulgakov un medico condotto. Pessoa lavorava al catasto, mi sembra. Borges era un bibliotecario, e Kavafis un impiegato della società acquedotti.
    Dai ad un uomo fantasioso un lavoro schematico, ripetitivo, e che lo metta in contatto con altre persone, e rischi seriamente di produrre un premio Nobel. Spesso, lasciata libera, un'esistenza che non viene rimescolata continuamente dall'ansia di dover produrre lascia decantare spontaneamente i suoi pensieri, che si depositano piano piano sul fondo e cristallizzano, a volte, in forme di rara bellezza. (Marco Malvaldi)
  • Un uomo non è un pigro, se è assorto nei propri pensieri; esistono un lavoro visibile ed uno invisibile. (Victor Hugo)
  • Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo. (Leo Longanesi)
  • Vogliamo scansare il lavoro. La persona del Cristo compì le conversioni più grandi quando era più stanco. (Fulton J. Sheen)

Ralf Dahrendorf[modifica]

  • Quanto più rapidamente il lavoro ci sfugge (come sembra), tanto più ognuno, pieno di dubbi, si attacca ai valori e alle strutture della società del lavoro.
  • La tecnologia non si è tanto sostituita al lavoro, quanto piuttosto ha allontanato i lavoratori dai processi produttivi.
  • Ma il lavoro ha una sua valenza anche in quanto una delle forze principali per la strutturazione della vita degli uomini. Finora nessuno ha scoperto una forza ugualmente efficace. Sicché la società senza lavoro è rimasta singolarmente amorfa, priva di contorni e di significato.

Karl Marx[modifica]

  • Il lavoro alienato[...] il lavoro non è cosa sua ma di un altro; che non gli appartiene, e in esso egli non appartiene a sé, bensì a un altro.[...] Il risultato è che l'uomo (il lavoratore) si sente libero ormai soltanto nelle sue funzioni bestiali, nel mangiare, nel bere, nel generare, tutt'al più nell'avere una casa, nella sua cura corporale etc., e che nelle sue funsioni umane si sente solo più una bestia. Il bestiale diventa l'umano e l'umano il bestiale. Il mangiare, il bere, il generare etc., sono in effetti anche schiette funzioni umane, ma sono bestiali nell'astrazione che le separa dal restante cerchio dell'umana attività e ne fa degli scopi ultimi e unici.
  • L'emancipazione della classe lavoratrice deve essere opera della classe lavoratrice stessa.
  • Nella società capitalistica si produce tempo libero per una classe mediante la trasformazione in tempo di lavoro di tutto il tempo di vita delle masse.
  • Se il prodotto del lavoro mi è estraneo, e mi sta di fronte come una potenza straniera, a chi esso appartiene allora? Se la mia propria attività non mi appartiene, ma è estranea e coartata attività, a chi appartiene allora?
    A un ente altro da me.
    Chi è questo ente?[...]
    L'ente estraneo, al quale appartiene il lavoro e il prodotto del lavoro, può essere soltanto l'uomo stesso.

Bertrand Russell[modifica]

  • I tipi di lavoro sono due: il primo, modificare la posizione di materia sulla o vicino alla superficie della Terra rispettivamente ad altra materia simile; il secondo, dire ad altre persone di fare questo. Il primo tipo è brutto e mal pagato; il secondo è piacevole e pagato molto bene.
  • Naturalmente il lavoro non può dare felicità se non ha successo. Ma se lo ha, riempie le giornate e dà un'immensa gioia.
  • Uno dei sintomi di un prossimo collasso nervoso è la convinzione che il proprio lavoro sia tremendamente importante, e che concedersi un po' di vacanza sarebbe causa di chissà quali disastri. Se fossi medico prescriverei una vacanza a tutti quei pazienti che considerano importante il loro lavoro.

Lev Tolstoj[modifica]

  • In una società dove esiste, sotto qualunque forma, lo sfruttamento o la violenza, il denaro non può assolutamente rappresentare il lavoro.
  • Ogni lavoro comincia con travaglio.
  • Per attrarre, il lavoro dev'essere già fatto a metà e bene.
  • Sfuggi il lavoro per te, lavoro tormentoso, pesante. L'attività per gli altri non è lavoro. [...] Che terribile errore del nostro mondo, pensare che la fatica, il lavoro sia una virtù. Né l'uno né l'altra, ma piuttosto un vizio. Cristo non lavorava.

Proverbi[modifica]

  • Fai il lavoro che ami e non lavorerai per tutta la vita. (arabo)

Italiani[modifica]

  • A buon cavalier non manca lancia.
  • A buon cavallo non manca sella.
  • A buona lavandaia non mancò mai pietra.[1]
  • A cattivo lavoratore ogni zappa dà dolore.
  • A lavoratore trascurato, i sorci mangiano il seminato.
  • A roba fatta non manca compratore.
  • Affaticati per sapere e lavora per avere.
  • Chi ben lavora, ben raccoglie.
  • Chi è lungo a mangiare, lo è anche a lavorare.
  • Chi fa sbaglia, chi non fa non sbaglia.
  • Chi fila ha una camicia e chi non fila ne ha due.
  • Chi fila ha una camicia, e chi non fila se la leva.
  • Chi lavora caccia i cattivi pensieri.
  • Chi lavora guadagna la vita; chi non lavora, la ruba.
  • Chi lavora non pecca.
  • Chi lavora prega.
  • Chi lavora si rimpannuccia; chi non lavora, si gratta la buccia.
  • Chi mura a secco, mura spesso.
  • Chi mura d'inverno, mura in eterno.
  • Chi non ha voglia di lavorare perde l'ago ed il ditale.
  • Chi non travaglia, muor nella paglia.
  • Chi non vuol lavorare, bisogna che si adatti a mendicare.
  • Chi si vergogna di lavorare, abbia vergogna di mangiare.
  • Dove il lavoro coltiva il campo, non vi nascono ortiche.
  • Hai finito un lavoro che poco vale; l'hai fatto presto, ma l'hai fatto male.
  • Il lavoro dà benessere, abbondanza e considerazione.
  • Il lavoro è il balsamo del sangue.
  • Il lavoro è un aiuto di Dio.
  • Il lavoro nobilita l'uomo.
  • Il lavoro non è soltanto una necessità, è anche un piacere.
  • Il lavoro porta seco l'agiatezza, l'abbondanza e la stima.
  • Il lavoro risana l'anima e il corpo.
  • Il riposo e la salute si acquistano con il lavoro.
  • Lavora il campo se vuoi mietere.
  • L'uomo nasce al lavoro come l'uccello al volo.
  • Non manca mai da fare, a chi ben vuol lavorare.
  • Pan di sudore ha gran sapore.
  • Per cattivo lavoratore ogni accetta è senza filo.
  • Se il lavoro fosse un cane, di cani non ce ne sarebbero più.
  • Se tu vuoi che il mento balli, alle man devi fare i calli.
  • Tutti devono lavorare: o con le mani o con la testa.
  • Un buon lavoratore val più di dieci pigri.
  • Voglia di lavorar saltami addosso, e fammi lavorar meno che posso.

Toscani[modifica]

  • Azzurro e oro non guastan lavoro.
  • Chi lavora fa la gobba, e chi ruba fa la robba.
  • Chi lavora lustra, e chi non lavora mostra.

Note[modifica]

  1. Versione italiana in positivo del proverbio piemontese: La cativa lavandera a treuva mai la bon-a pèra.

Bibliografia[modifica]

  • Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]