Clara Petacci

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Claretta Petacci

Clarice Petacci detta Clara o Claretta (1912 – 1945), nota per essere stata l'amante di Benito Mussolini.

Citazioni di Clara Petacci[modifica]

  • Bisogna schiacciare i serpenti prima che essi possano mordere.  Citazione da controllare da controllare
  • Ben, ti mando un buongiorno, con una tenerezza speciale, sen­to tutta la pena, la tua ansia nel seguire questo processo che vaglia i tra­ditori. Io ti comprendo ma devi essere forte. Il destino dei grandi è forse quel­lo di essere traditi. È triste. Cesare da suo figlioNapoleone da tutti, dalla stessa moglie Maria Luisa e Giuseppina… Tu da tuo genero e dai tuoi ministri. Oggi è il sangue e solo il sangue che può lavare l'onta. Oggi è la forza, e solo la tua forza, dura, violenta, crudele che potrà seppellire la vergogna. Non si può né si deve dimenti­ca­re che uno dei primi respon­sabili della tua tragedia, oltre che quel vecchio incartapecori­to e invigliacchito del sabaudo, e di quel massone venduto lercio di Badoglio, è stato Ciano uno dei maggio­ri istigatori – vile sudicio interessato e falso. E così non devi né puoi dimenticare che la sua degna compagna, per certo tua figlia, è stata degna compagna delle trame di suo marito. Come ha dimenticato di es­sere una Mussolini mentre si affilavano le armi contro il suo stesso padre così non può vanta­re oggi legami di sangue. È facile fa­re la figlia ravveduta o pentita. Quando si è tradito una volta il proprio sangue, si può tradirlo anche due. E se adesso che suo marito è alle soglie della meritata punizione, lei se ne frega e viene da te, fedele figlia devota e pentita, è indegna, così come sarebbe indegna nel chiederti pietà per lui. Poiché nel primo caso rinne­gando il marito del quale ha segui­to la sporca e vile politica partecipan­dovi vivamente – rinnega il suo stesso esse­re di moglie fedele. E se lo rigetta da sé – ora dopo averlo ella stessa aiutato nel tradimen­to contro suo padre – è infamia. Così com'è infamia e viltà se tenta salvarlo dal giusto ca­stigo. Se cominci a punire e colpire così possia­mo essere veramente sicuri di avere soddi­sfazione contro i vigliacchi e i traditori e di ricostruire sui cocci sporchi di melma. Via Ben! è inutile tergiversare oggi chi ha mancato deve pagare. Se il tribunale nasce sotto auspici di debolezza e di acquiescenza, è inutile crearlo ed è inutile fare processi. Il popolo non vuole né può più essere preso in giro. Ho il diritto di dirti queste cose per quello che ho sofferto e ho il dovere perché ti amo, ti amo come uomo e soprat­tutto come capo. Ricordati, o oggi o mai più.[1]

Citazioni su Clara Petacci[modifica]

  • I primi incontri [di Mussolini] con la ancor signorina Petacci avvennero nel descritto salone del Mappamondo a palazzo Venezia; e furono convegni sentimentali, seduti sul duro sedile di marmo sotto il finestrone, guardando il crepuscolo che scendeva sulla piazza, parlando di rondini e di poesia; l'uomo che soleva buttarsi sulle visitatrici appena la porta si chiudeva loro dietro, al primo appuntamento con la giovinetta si contentò di farle una confessione sdolcinata, che non aveva dormito pensando a lei. I rapporti amorosi veri e propri cominciarono l'anno 1936 (e si conoscevano da quattro anni), se vogliamo accettare per buono il racconto che la Claretta stessa fece ad una amica, e l'amica ripetette a me. (Paolo Monelli)
  • L'enorme tragedia del sogno sulle spalle curve del | contadino | Manes! Manes fu conciato e impagliato, | Così Ben e la Clara a Milano | per i calcagni a Milano | Che i vermi mangiassero il torello morto | DIGENES, διγενές, ma il due volte crocifisso | dove lo trovate nella storia? | eppure dite questo al Possum: uno schianto, non una lagna, | con uno schianto, non con una lagna, | Per costruire la città di Dioce che ha terrazze color delle stelle, | Gli occhi miti, sereni, non sdegnosi, | fa parte del processo anche la pioggia. | Quello di partire non è il modo | e l'albero di olivo soffiata bianchezza nel vento | lavata nel Kiang e nell'Han | che bianchezza aggiungerai a questo candore, quale candore? (Ezra Pound)
  • Non ci sono motivi per condannare Claretta Petacci. Non so perché sia stata uccisa. (Sandro Pertini, 1983)  Citazione da controllare da controllare

Note[modifica]

  1. In: Chessa-Raggi, op. cit. in Bibliografia

Bibliografia[modifica]

  • Pasquale Chessa e Barbara Raggi, L'ultima lettera di Benito. Mussolini e Pe­tacci: amore e politica a Salò 1943-45, Mondadori, 2010.

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