Clark Ashton Smith

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Clark Ashton Smith, 1912

Clark Ashton Smith (1893 – 1961), poeta, scultore, pittore e scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Colui che cammina nella polvere[modifica]

«... et li antichi incantatori che ne haver testimonianza nomarono tal dimonio Quachil Uttaus. Né spesse volte el­io si ha rivelato a li uomini, dappoiché dimora più lungi de l'ultimo octavo cerchio, nelo loco for de li mondi et de li spazi. Abominevole est lo verbo che pote ello invocare, poi che Quachil Uttaus have la corruptione finale, et se tal dimonio si prossima avviene che in breve tempo tra­scorrano molte ere. Et né carne de homo, né pietra da el­lo eretta, poten sostenere lo suo passaggio, ma ognuna co­sa si fa polvere antica sotto li passi di lui. Et da tal acca­dimento alcuni lo nomarono Colui Che Cammina Ne La Polvere...»

Il Colosso di Ylourgne[modifica]

Il tre volte infame Nathaire, alchimista, Stregone e Negromante, con i suoi dieci diabolici discepoli, da un momento all'altro, e in tutta segretezza, era sparito da Vyones. Tanto in città, quanto nei dintorni, si sparse la diceria che la sua partenza fosse stata provocata da una salutare paura degli strumenti di tortura e dei roghi ecclesiastici.

L'adoratore del demonio[modifica]

La casa del vecchio Larcom era un dignitoso palazzo di considerevoli dimensioni, sistemato fra le querce e i cipressi sulla collina che si trova alle spalle del Quartiere Cinese di Auburn, in quella che, una volta, era la parte residenziale del villaggio.
A quell'epoca, era disabitata da parecchi anni, e cominciava a presentare quei segni di desolazione e di sfacelo che le case lasciate andare assumono tanto alla svelta.

La Strega di Sylaire[modifica]

«Ma guardate che sempliciotto! Non potrò mai amarvi», dichiarò la signorina Dorothée, l'unica figlia del Signor des Flèches, con le labbra che sporgevano imbronciate verso Anselme, simili a due bacche mature. La sua voce era dolce come il miele, ma un miele pieno del pungiglione di un'ape.
«Non siete poi tanto male e avete dei modi gentili. Ma mi piacerebbe avere uno specchio, perché poteste accorgervi dell'aria scema che avete.»

Sirene floreali[modifica]

«Athlé», disse Maal Dweb, «sono schiacciato dalla terribile maledizione dell'onnipotenza. In tutto Xiccarph e sugli altri cinque pianeti del triplice sistema solare, non c'è nessuno, non c'è nulla che possa opporsi al mio dominio. A volte, la noia diventa intollerabile.»
Gli occhi fanciulleschi di Athlé fissavano lo Stregone con uno sguardo di indicibile stupore che, tuttavia, non era dovuto a quella strana affermazione. Athlé era l'ultima delle cinquantuno donne che Maal Dweb aveva trasformato in statue, per preservare la loro fragile, corruttibile bellezza, dalla devastazione del tempo che corrode ogni cosa, come un tarlo.

Bibliografia[modifica]

  • Clark Ashton Smith, Colui che cammina nella polvere, traduzione di Gianluigi Zuddas, in "Sempre Weird Tales", Fanucci, 1985.
  • Clark Ashton Smith, Il Colosso di Ylourgne, La Strega di Sylaire e Sirene floreali, traduzione di Gianni Pilo, in "Storie di streghe", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480
  • Clark Ashton Smith, L'adoratore del demonio, traduzione di Gianni Pilo, in "Storie di diavoli", Newton & Compton, 1997.

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