Corrado Barbagallo

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Corrado Barbagallo (1877 – 1952), storico italiano.

Incipit di Lo Stato e l'istruzione pubblica nell'Impero romano[modifica]

L'istruzione pubblica in Europa è tutta creazione italica. Il più geniale dei filologi francesi, Gastone Boissier[1] ha illustrato mirabilmente, da par suo, questo grandissimo, tra i meriti della nostra stirpe, nella storia della civiltà umana: «Appena gli eserciti romani erano penetrati nei paesi sconosciuti, vi si fondavano scuole; i retori vi giungevano dietro le orme del generale vincitore, portando seco la civiltà. La prima cura di Agricola[2], appena ebbe pacificato la Britannia, fu di ordinare che ai figli dei capi s'insegnassero le arti liberali.»

Citazioni[modifica]

  • Augusto continuò [nell'istruzione pubblica] il concetto e la politica di Cesare. Per lui, come per il suo grande predecessore, i maestri delle scuole elementari, medie e superiori, erano, nella vita dello stato, non quantità ingombranti, ma elementi di forza e di benessere sociale. (cap. 1, p. 12)
  • L'amore e la ricerca delle opere d'arte datava in Roma da molti anni, e fin da Cesare noi notiamo quella che sarà la caratteristica dell'impero: la trasformazione dei templi da luoghi di religione in luoghi effettivamente destinati al pubblico culto dell'arte, i cui monumenti vi si potessero da chiunque conoscere ed ammirare[3]. (cap. 1, p. 19)
  • Agrippa, sebbene Plinio lo dica uomo, per cui la vita rude riusciva preferibile alla trionfante mollezza del suo secolo, fu uno dei più squisiti amatori delle belle arti, che vanti la storia del mondo civile. Di capolavori artistici ne acquistò molti in Oriente; alla sua edilità[4] si deve la ricostruzione di gran parte di Roma, ch'egli aveva trovato di mattoni e lasciava di marmo. (cap. 1, p. 19)
  • Ma la impronta caratteristica, che il governo di Nerone lasciò nella storia dell'istruzione pubblica, non si rintraccia nelle scuole primarie o in quelle di retorica o di filosofia.
    L'originalità del suo governo consistette invece nella introduzione di una nuova forma di educazione fisica nel piano generale dell'istruzione e della vita romana, non che il decisivo trionfo del culto dell'istruzione musicale: due fatti, che reagirono contro tendenze tradizionali, subirono discussioni e contrasti vivaci, e furono tutta opera personale del principe. (cap. 1, pp. 61-62)
  • È ben difficile forse trovare in tutta la storia romana un uomo politico, il quale, come Adriano, chiuda nel proprio pensiero un senso ed un concetto della vita, in cui insieme, e quasi organicamente e perfettamente , si fondano l'ideale della vita greca e quello della vita romana, l'anima pagana e l'anima cristiana, le tendenze spirituali dell'età vecchia e quelle dell'età nuova; un uomo che egualmente abbia unito in sé la molteplicità dei più svariati talenti. (cap. 3, pp. 124-125)
  • [Adriano] Poeta e prosatore, latinista e grecista, pittore e cultore di arti plastiche, filosofo e oratore, artista e scienziato, mistico e realista, superstizioso e scettico, generoso e implacabile, uomo di pensiero e uomo d'azione, egli fermò il piede su tutti i campi dello scibile, accolse e subì tutte le suggestioni di cui è capace la grande anima umana, e da ogni disciplina, da ogni ispirazione, scoccò una scintilla per il suo ingegno, rilevò un tratto per la sua complessa personalità. (cap. 3, p. 125)

Note[modifica]

  1. Gaston Boissier (1823–1908), latinista e storico francese.
  2. Gneo Giulio Agricola (40–93), politico, militare e generale romano.
  3. Primo esempio tipico del genere fu il tempio di Apollo sul Palatino. [N.d.A., p. 19]
  4. Marco Vipsanio Agrippa fu eletto edile nel 33 a.C.

Bibliografia[modifica]

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