Corrado Gini

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Corrado Gini (1945 circa)

Corrado Gini (1884 – 1965), statistico, economista e sociologo italiano.

I fattori demografici dell'evoluzione delle nazioni[modifica]

Incipit[modifica]

Chi sa quante volte voi, gentili Signore e Signori, vi sarete domandati come mai può darsi che una razza ricca di intelligenza, fornita di censo, nutrita di nobilissime tradizioni, animata da alti ideali, non riesca ad espandersi degnamente e a trionfare di fronte ad un altra razza intellettualmente più limitata, economicamente più povera, a cui le glorie del passato non possono essere pungolo alle glorie dell'avvenire.
Questo problema che così vivamente appassiona voi, Italiani di Trieste, e noi, Italiani del Regno, che con tanta simpatia vi seguiamo nella diuturna lotta contro la minacciosa invadenza degli Slavi, non è che un caso particolare del problema multiforme e complesso sulle cause dell'evoluzione delle nazioni.

Citazioni[modifica]

  • [...] l'idea di una variazione graduale e progressiva dei caratteri antropologici lungo una stessa linea di generazione, variazione per la quale individui dolicocefali o con la pelle o capelli di un certo colore, pur rimanendo negli stessi paesi, avrebbero in massa procreato figli e figli di figli di più in più brachicefali e con colori della pelle e dei capelli di più in più differenti, è categoricamente e concordemente ormai respinta dagli antropologi; e con piena ragione, ché non si può più dubitare in oggi della fissità dei tipi antropologici umani. (cap. II, pp. 8-9)
  • Ogni nazione così figura a un dato momento nel mondo quasi esclusivamente per quello che sono e valgono le sue classi dirigenti; ma il suo avvenire dipende invece direttamente da quello che saranno e varranno altre classi, che oggi esercitano sulle sue manifestazioni un'influenza quasi del tutto trascurabile. E i caratteri fisici, intellettuali e morali, le tradizioni, le credenze, i costumi oggi peculiari alle classi basse potranno assumere domani diffusione nazionale. (cap. III, p. 30)
  • Che fra lo spiegato decadimento demografico e l'arresto del progresso economico corra un nesso di causa ad effetto, nessun dubbio. È alla scarsa natalità, insufficiente a far fronte, come avviene in altri Stati, alle correnti che si inurbano, che si deve la mancanza di braccia dell'agricoltura. Di qui poi il forzato cambiamento delle colture, l'aumento dei salari, la diminuzione del reddito e del valore delle terre. È alla stasi del numero dei consumatori che si devono le crisi di sovraproduzione in quelle industrie il cui mercato è prevalentemente nazionale. È per la scarsezza di operai, onde è impedita una selezione rigorosa, che gli imprenditori si dichiarano costretti a mantenere in servizio gli elementi più deficienti e turbolenti. È la mancanza o la scarsezza di prole una delle circostanze che più rendono gli operai propensi a intraprendere e tenaci nel mantenere gli scioperi. È l'attivo ricambio sociale derivante dalla ineguale riduzione della natalità, una delle cause della progressiva concentrazione della ricchezza. (cap. IX, pp. 87-88)

Citazioni su Corrado Gini[modifica]

  • Gini rimase fedele al regime [fascista] sino alla fine e manifestò sempre idee fasciste radicali. Quando l'Italia si avvicinò alla Germania e fu stretto il patto d'acciaio, egli esaltò la grande prospettiva di un nuovo ordine mondiale nazifascista. Per quanto attiene la tematica razziale, Gini non firmò il Manifesto degli scienziati razzisti e non si segnalò nella campagna razziale. (Giorgio Israel)
  • Quando il regime fascista decise di abbandonare le politiche liberali rinunciatarie, che si erano adattate passivamente al fenomeno dell'emigrazione, per rivalutare la risorsa della popolazione come principale ricchezza della nazione, la statistica tornò al centro dell'attenzione. Protagonista di tale svolta, che dal 1927 in poi fece entrare a pieno titolo la demografia nella politica, fu Corrado Gini, una delle figure più illustri della scienza demografica italiana. (Giorgio Israel)

Bibliografia[modifica]

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