Manifesto degli scienziati razzisti

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Uno dei primi numeri della rivista La difesa della razza

Manifesto degli scienziati razzisti, pubblicato una prima volta in forma anonima sul Giornale d'Italia il 14 luglio 1938 con il titolo Il Fascismo e i problemi della razza, e poi ripubblicato sul primo numero della rivista La difesa della razza il 5 agosto 1938 firmato da 10 scienziati.

Citazioni[modifica]

  • Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. (3. Il concetto di razza è concetto puramente biologico)
  • Dopo l'invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. (5. È una leggenda l'apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici)
  • Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani. (9. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana)
  • Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani. (10. I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo)

Citazioni sul Manifesto degli scienziati razzisti[modifica]

  • Alcuni studiosi, tra i quali figurava un solo nome di rilievo, quello dell'endocrinologo Nicola Pende, accettarono di elaborare un «Manifesto degli scienziati razzisti» nel quale si asseriva che «le razze umane esistono», che «ve ne sono di grandi e di piccole», che «la popolazione dell'Italia attuale è di origine ariana», che «esiste una pura razza ariana», che i caratteri fisici e psicologici puramente europei degli italiani «non debbono essere alterati in alcun modo». Agli ebrei era dedicato questo paragrafo: «Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra patria, nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all'infuori del ricorso di qualche nome: e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli italiani». (Indro Montanelli e Mario Cervi)
  • Il 14 luglio 1938 era uscito su tutti i quotidiani il manifesto firmato da dieci scienziati italiani. Di questi due soli godevano di una certa notorietà: il fisiologo Sabato Visco e l'endocrinologo Nicola Pende [...] Nel manifesto degli scienziati razzisti, che si diceva vergato o comunque ideato da Mussolini, si dichiarava che gli ebrei non appartenevano alla razza italiana. «Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria, nulla in generale è rimasto...» (Rita Levi-Montalcini)
  • Il "Manifesto della Razza" firmato da professori, medici, intellettuali, venne fatto proprio dal fascismo il 25 luglio di 80 anni or sono. Questa presa di posizione rimane la più grave offesa recata dalla scienza e dalla cultura italiana alla causa dell’umanità. La aberrazione dell’affermazione della supremazia di uomini su altri uomini considerati di razze inferiori, la volontà di dominio che esprimeva, la violenza, segregazione, pulizia etnica che portava con sé, avrebbero segnato nel profondo la storia del XX secolo e, con essa, la coscienza dei popoli. La finalità era dare al razzismo basi scientifiche, con un atto di servilismo verso il regime e il suo potere dittatoriale, con un capovolgimento dell’etica umana. (Sergio Mattarella)
  • Il «Manifesto» era un centone di affermazioni banali e di affermazioni false. Il testo originario che gli «scienziati» avevano steso subì profonde modifiche, pare anche ad opera di Mussolini: tanto che Pende volle protestare pubblicamente, ma ne fu dissuaso con la minaccia di un totale boicottaggio alla sua attività di ricercatore e di pubblicista. Questi servili studiosi furono quindi ricevuti da Starace. Un comunicato del PNF annunciò, riassumendo i temi dell'incontro, che «gli ebrei si considerano da millenni, dovunque e anche in Italia, una razza diversa e superiore alle altre, ed è notorio che, nonostante la politica tollerante del Regime, gli ebrei hanno, in ogni nazione, costituito – coi loro uomini e coi loro mezzi – lo Stato Maggiore dell'antifascismo». (Indro Montanelli e Mario Cervi)
  • «L'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli». L'immaginosa e calzante definizione di Lenin e, se corrisponde alla verità, i fascisti si convertirono ufficialmente a questa specialissima forma di socialismo quarant'anni orsono. Per l'esattezza il 14 luglio 1938, con un documento ricordato nella storia con il nome di Manifesto degli scienziati razzisti.
    Prima di quella lontana data, la vita politica, culturale e sociale del nostro Paese, non escluso il periodo successivo alla conquista del potere da parte di Mussolini, era sempre stata immune da allarmanti fenomeni di odio razziale e, in particolare, da considerevoli manifestazioni occulte o palesi di antisemitismo. (Edmondo Aroldi)
  • Nelle sue punte più radicali – Il Manifesto della razza degli scienziati fascisti del luglio 1938 – pur di puntare all'isolamento degli ebrei e di farne un bersaglio, il fascismo tentò di inventarsi una razza italiana, come razza pura, come razza nordica, mantenutasi nei millenni incontaminata, un corpo sano dal quale bisognava espellere ora l'elemento infido, contaminatore e disgregatore degli ebrei. (Enzo Collotti)

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

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