Corte europea dei diritti dell'uomo

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Corte europea dei diritti dell'uomo, organo giurisdizionale del 1959.

Citazioni della Corte europea dei diritti dell'uomo[modifica]

  • Conformemente alla propria giurisprudenza, la Corte osserva che la questione dell'esistenza o dell'assenza di una vita famigliare è anzitutto una questione di fatto, che dipende dall'esistenza di legami personali stretti. La nozione di «famiglia» di cui all'articolo 8 non si limita alle sole relazioni basate sul matrimonio, ma può comprendere altri legami «famigliari» de facto, quando le parti convivono al di fuori di qualsiasi legame coniugale e una relazione è sufficientemente costante. Peraltro, le disposizioni dell'articolo 8 non garantiscono né il diritto di fondare una famiglia né il diritto di adottare. Il diritto al rispetto di una «vita famigliare» non tutela il semplice desiderio di fondare una famiglia; esso presuppone l'esistenza di una famiglia, o almeno di una relazione potenziale che avrebbe potuto svilupparsi, ad esempio, tra un padre naturale e un figlio nato fuori dal matrimonio, di una relazione nata da un matrimonio non fittizio, anche se non era ancora pienamente stabilita una vita famigliare, o ancora di una relazione nata da un'adozione legale e non fittizia.[1]

Citazioni sulla Corte europea dei diritti dell'uomo[modifica]

  • L'Italia aveva così tanti ricorsi alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro la irragionevole durata dei processi che, la Corte Europea, la quale aveva detto che più o meno un processo si doveva considerare di durata non ragionevole se dall'inizio alla sentenza di primo grado superava i 2 anni e mezzo, ha dovuto alzare questa valutazione a 3 anni perché lei non ce la faceva più a fare le sentenze in 2 anni e mezzo perché sommersa dai ricorsi provenienti dall'Italia. Questo spiega perché poi si infuriano con noi. (Piercamillo Davigo)

Note[modifica]

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