Al 2018 le opere di un autore italiano morto prima del 1948 sono di pubblico dominio in Italia. PD

Cristina Trivulzio di Belgiojoso

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Cristina Trivulzio Belgiojoso

Cristina Trivulzio di Belgiojoso (1808 – 1871), patriota italiana, editrice, scrittrice e giornalista.

L'Italia e la rivoluzione italiana[modifica]

Incipit[modifica]

Vidi condensarsi il nembo, che minacciava in sul principio i principi italiani, come oggi terribile sui popoli della Penisola s'addensa. Seguii d'ogni mia possa i nobili sforzi di qualche eletto, che aprir tentava le menti de' suoi fratelli d'ogni condizione, d'ogni provincia – nei loro interessi istruirli – inspirar loro fiducia nelle proprie sue forze. Vidi infiammarsi il loro coraggio – addottrinarsi, e le genti sommuoversi. Divisi con loro la speranza, e seco mi trovai sull'orlo di quel precipizio, dal quale uno sforzo disperato soltanto può ritrarci.

Explecit[modifica]

I differenti partiti non vennero mai, è vero, ad un'aperta guerra da noi: questa tregua, prudente, oggidì non basta: ci vuole unione. Non tentiamo mai risvegliare politiche passioni, diamoci la mano: la nostra rabbia, la nostra energia serbiamola tutta per l'inimico: contro lui soltanto la sfoghiamo. Quanto ai generali in sospetto, in quanto al re — l'Austriaco tiene ancora la Lombardia: Carlo Alberto non può opporgli un'armata? non può dimani esser sua la vittoria? ed allora, che più dimanda il difensore d'Italia? Il Piemonte è alla vigilia di riprendere le armi: i volontarii lombardi capitanati da Garibaldi attendono impazienti di riprendere la guerra di fazione. Venezia per la seconda volta proclamò la repubblica: sola in mezzo ai mari, dei quali per tanti secoli fu reina, ora difende il vessillo italiano..... Basteranno queste forze a riparare i nostri disastri: la Francia vorrà adoprarsi a nostro favore nelle diplomatiche trattative, che or ora vanno ad aprirsi. Speriamo adunque, che l'onor d'Italia sarà vendicato: la discordia non fiaccherà sforzi tanto generosi: la nostra indipendenza conquistata una volta sarà riconosciuta per sempre.

Incipit di alcune opere[modifica]

Della presente condizione delle donne e del loro avvenire[modifica]

Ho sempre rifuggito dal ragionare dei diritti e dei doveri delle donne nella moderna società, e perché sono convinta che una donna trattando cotal quistione non è mai reputata imparziale e disinteressata, è più ancora perché il cangiare la condizione odierna delle donne presenta difficoltà tali, tali pericoli e danni, che non so qual possa essere a questi adeguato compenso. Oggi però, eccitata da persone autorevoli, (e ch'io rispetto), ad esporre il mio modo di vedere in sì fatta materia , mi risolvo a vincere ogni mia titubanza, ed a confessare candidamente ciò che mi sembra militare si in favore come in opposizione ad una riforma radicale nella condizione delle donne.

Studi intorno alla storia della Lombardia negli ultimi trent'anni e delle cagioni del difetto d'energia dei lombardi[modifica]

Chi abbia scorsa la Lombardia nella prima parte di questo secolo, chi abbia studiato la storia d'Italia, chi abbia militato al fianco degl'Italiani negli eserciti imperiali, ed in ispezieltà veduti i ventisettemila o che soldati partiti dall'Alta Italia o dal reame di Napoli perire tutti nelle gelide pianure della Russia o nei flutti della Beresina, spirare da valorosi con la spada in pugno, senza gemiti né omei, cadere aggelati nell'atto di locarsi tra le file, oppure percossi da accêtta nell'inchiodare l'ultimo cannone da essi colà trascinato, se oggidì scendesse di nuovo dall'Alpi, crederebbe a stento al testimonio degli occhi suoi propri, e si persuaderebbe forse di essere sceso frammezzo ad un popolo ignoto e nuovo per lui. Che avvenne egli mai in Lombardia da trent'anni a questa parte?

Bibliografia[modifica]

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