Dániel Berzsenyi

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Dániel Berzsenyi (1776 – 1836), poeta ungherese.

Citazioni di Dániel Berzsenyi[modifica]

  • Dio, a te non giunge neppure il genio del saggio: | tu resti, nell'animo mio, desiderio angoscioso: | la tua esistenza c'illumina quale sole radioso | ma gli occhi ci abbagli sì che la stessa tua luce | ci impedisce di mirarti. || [...] || A te con fervore m'inchino, o glorioso! | Quando sarà liberata l'anima mia | potrò allora, Signore, a te avvicinarmi: | potrò allora placare la mia nostalgia. || Nell'attesa nascondo il mio pianto; | ed avanzo per la via ove tu m'hai chiamato. | Avanzo sull'orme dell'anime buone; | al termine che tu m'hai segnato. || Con fronte ferma contemplo la notte della mia tomba: | è scura, è profonda: però non può essermi avversa | perché anch'essa è opera tua. Anche sulla mia fossa | vi saranno pur sempre, Dio, le tue mani | a ricoprire le mie ossa.[1]

Note[modifica]

  1. Citato in Folco Tempesti, La letteratura ungherese, Sansoni/Accademia, Firenze/Milano, 1969, pp. 79-80.

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