Dana Milbank

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Dana Milbank nel 2016

Dana Timothy Milbank (1968 – vivente), giornalista e scrittore statunitense.

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [...] Trump deve più alla tradizione di Benito Mussolini che a quella di Willkie, e non solo per le apparenze: la fiera durezza, l'impetuosa gestualità e i riferimenti al suo "enorme" successo e ai suoi "stupidi" oppositori evocano lo stile del dittatore italiano. L'annuncio mozzafiato di questo lunedì in cui ha dichiarato di voler impedire l'ingresso negli Stati Uniti a tutti i musulmani ha reso evidenti gli ovvi cenni fascisti. [...] Trump utilizza molti degli strumenti del fascismo: il disprezzo per i fatti, la diffusione di una pervasiva sensazione di paura e un travolgente senso di crisi, la rappresentazione dei propri sostenitori come vittime, l'attribuzione della colpa a elementi esterni ed estranei, e il suggerire che solo la sua forte personalità può far superare questa crisi. A uno dei suoi comizi ha approvato la violenza contro un manifestante, e adesso fa circolare l'idea che per entrare negli Stati Uniti il discrimine sia la religione.
[...] Trump owes less to Willkie's tradition than to Benito Mussolini's, and not only because of the superficial: Trump's chin-out toughness, sweeping right-hand gestures and talk of his "huge" successes and his "stupid" opponents all evoke the Italian dictator's style. Monday's breathtaking announcement that he would block all Muslims from entering the United States has many pointing out the obvious fascist overtones. [...] Trump uses many of the fascist's tools: a contempt for facts, spreading a pervasive sense of fear and overwhelming crisis, portraying his backers as victims, assigning blame to foreign or alien actors and suggesting only his powerful personality can transcend the crisis. He endorsed the violence done to a dissenter at one of his rallies, and he now floats the idea of making entry to the United States contingent on religion.[1]
  • La nozione di "politicamente corretto" è diventata popolare nei campus dei college un quarto di secolo fa, ma recentemente si è sviluppata fino a diventare la madre di tutti gli argomenti fantoccio.[2] Un tempo termine peggiorativo che descriveva la determinazione dei liberali a non offendere alcun gruppo etnico o identitario, è adesso utilizzato con pigrizia da alcuni conservatori per etichettare qualsiasi cosa sotto la classificazione di "cose con cui non sono d'accordo". I candidati repubblicani ora si servono dell'etichetta "politicamente corretto" per evitare le discussioni – esattamente ciò di cui hanno accusato i liberali.
The notion of political correctness became popular on college campuses a quarter-century ago but has recently grown into the mother of all straw men. Once a pejorative term applied to liberals' determination not to offend any ethnic or other identity group, it now is used lazily by some conservatives to label everything classified under "that with which I disagree." GOP candidates are now using the "politically correct" label to shut down debate — exactly what conservatives complained politically correct liberals were doing in the first place.[3]
  • Alcuni suggeriscono che vi sia metodo nella pazzia di Trump, che stia cercando di far pensare ad eventuali avversari che sia irrazionale e capriccioso in modo tale che nemici e rivali siano prudenti e non si spingano troppo oltre. [...] Ma nell'applicazione che Trump fa della teoria del pazzo[4] sembra esserci più pazzia che teoria. Potranno anche esserci dei vantaggi a cogliere alla sprovvista antagonisti e oppositori, ma Trump sta confondendo anche amici e alleati. Negli affari esteri l'imprevedibilità spaventa gli alleati e diffonde instabilità, negli affari interni la politica dell'imprevedibilità è considerata tossica per l'economia. [...] La sua imprevedibilità non è una teoria. È l'assenza di una teoria.
Some suggest that there is a method to Trump's madness, that he is trying to make would-be adversaries think he is irrational and capricious, thereby making foes and rivals wary of pushing him too far. [...] But in Trump's application of the Madman Theory there seems to be less theory than madman. There may be advantages to keeping foes and opponents off guard, but Trump is baffling friends and allies, too. In foreign affairs, unpredictability spooks allies and spreads instability. And unpredictable policy at home has long been seen as toxic for business. [...] His unpredictability is not a theory. It's the absence of one.[5]

Note[modifica]

  1. (EN) Da Donald Trump, America's modern Mussolini, WashingtonPost.com, 8 dicembre 2015.
  2. Cfr. Argomento fantoccio.
  3. (EN) Da The GOP turns "political correctness" into the mother of all straw men, WashingtonPost.com, 21 dicembre 2015.
  4. Cfr. Teoria del pazzo.
  5. (EN) Da Trump's one consistent policy: Chaos, WashingtonPost.com, 6 dicembre 2016.

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