Daniel Varujan

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Daniel Tchboukkarian noto come Daniel Varujan (1884 – 1915), poeta armeno.

Citazioni di Daniel Varujan[modifica]

  • Travagliato Gesù, tu che hai avuto | occhi piangenti, abbi pietà | degli occhi miei. | Essi han stillato pianto | più che assorbito la luce, su bare | hanno sempre vegliato la morte | con ceri spenti. Le mie pupille | sono cadute nei pozzi del dolore. | Vedi, le mie palpebre sono piene | di cenere di morte, io molto | sono stato tormentato. || [...] || O crocifisso Gesù, tu che hai avuto | un cuore trafitto da lancia, abbi pietà | del mio cuore commosso. | Un giorno in esso | il mondo palpitò. Invece della speranza | oggi nulla vi vive. Il mio cuore | è un'urna nella quale | son le mie cenere funebri: i vènti | le prenderanno nel turbine dopo la mia | misera morte. Guarda, guarda, nel mio cuore | è confitto un coltello: molto, | troppo io ho amato. (da Calvario[1])

Citazioni su Daniel Varujan[modifica]

  • Fu sequestrato, imprigionato, torturato e poi ucciso nell’agosto del 1915. Le milizie turche lo legarono a un albero e lo scuoiarono. Nella tasca della giacca gli fu trovato il libro delle sue poesie: Il canto del pane. Un’ode alla terra e al cielo, alla natura e a coloro che l’amano e la rispettano. Traducendole pensai al sacrificio di quell’uomo, all’oltraggio che lui e migliaia come lui avevano subito. (Antonia Arslan)

Note[modifica]

  1. In 18 poesie armene, traduzione di Jusik Achrafian, Roma, 1939 [?]; in Orfeo, il tesoro della lirica universale, a cura di Vincenzo Errante e Emilio Mariano, sesta edizione rinnovata e accresciuta da Emilio Mariano, Sansoni, Firenze, 19746, p. 1304.

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