Decimo Magno Ausonio

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Decimo Magno Ausonio

Decimo Magno Ausonio (310 – 395), poeta latino.

Citato in Bruno Gentili, Luciano Stupazzini e Manlio Simonetti, Antologia della letteratura latina[modifica]

Felix criminibus nullus erit diu.
Ignoscas aliis multa, nihil tibi.
  • Prima fra le città, sede degli dèi, è l'aurea Roma.[4]
Prima urbes inter, divum domus, aurea Roma.
  • La Gallia potente nelle armi da tempo desidera essere celebrata, | e Treviri la città regale, che vicina al Reno | riposa sicura come nel seno di una pace profonda. | Infatti nutre veste e arma le forze dell'impero. | Per la lunghezza del colle corrono larghe mura, | e di sotto scorre larga e tranquilla la Mosella, che da lontano porta commerci di tutta la terra.[5]
Armipotens dudum celebrari Gallia gestit, | Trevericaeque urbis solium, quae, proxima Rheno, | pacis ut in mediae gremio secura quiscit; | imperii vires quod alit, quod vestit et armat. | Lata per extentum procurrunt moenia collem. | Largus tranquillo praelabitur amne Mosella., | longiqua omnigenae vectans commercia terrae.

Note[modifica]

  1. Da Septem sapientium sententiae, p. 909.
  2. Da Septem sapientum sententiae, Cleobulo di Lindo, 4, p. 909.
  3. Perdona molto agli altri; nulla a te stesso. Citato, con questa traduzione, in Giuseppe Fumagalli, L'ape latina, Hoepli, 1987.
  4. Da Ordo nobilium urbium, p. 911.
  5. Da Ordo nobilium urbium, p. 913.

Bibliografia[modifica]

  • Bruno Gentili, Luciano Stupazzini, Manlio Simonetti, Antologia della letteratura latina, traduzione per Ausonio di Manlio Simonetti, Editori Laterza, Roma-Bari, 1989.</ref>

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