Diana Norman

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Diana Norman (1933 – 2011), scrittrice britannica. Usa anche lo pseudonimo Ariana Franklin.

Incipit di alcune opere[modifica]

La rosa e il serpente[modifica]

Benché irriconoscibili, le due voci maschili riecheggiavano lungo la galleria dando l'impressione che fosse in corso un incontro d'affari. E in effetti così era. In un certo senso.
Un assassino stava ricevendo ordini dal suo mandante, il quale, così pensava l'assassino, stava rendendo le cose inutilmente complicate, come capitava con clienti del genere.
Era sempre la stessa storia: volendo celare la propria identità, si presentavano così mascherati o camuffati che era difficile perfino riuscire a sentire le loro istruzioni. Per evitare di farsi vedere in tua compagnia, finivano sempre per darti appuntamento in radure desolate o in posti come quel sotterraneo maleodorante. Li innervosiva versarti l'anticipo perché temevano che li pugnalassi e fuggissi con il malloppo.
Se solo si fossero resi conto che un assassino rispettabile come lui doveva essere fidato! La sua carriera dipendeva proprio da quello. C'era voluto del tempo, ma "Sicarius", lo pseudonimo latino che lui si era scelto, stava diventando sinonimo di eccellenza. Che lo si traducesse "assassino" o "uomo con il pugnale", quel nome indicava l'eliminazione pulita di un oppositore politico, di una moglie, di un creditore, senza che alcun sospetto dimostrabile ricadesse sull'esecutore.

Le reliquie dei morti[modifica]

«E Dio era infuriato col Suo popolo del Somerset, così che nell'anno del Signore 1154, nel giorno seguente la festa di santo Stefano, Egli scatenò un terremoto per punirlo dei suoi peccati...»

Così scrisse il monaco Caradoc nella cappella di san Michele, in cima alla Glastonbury Tor, l'altura sulla quale si era inerpicato ansimando e singhiozzando per sfuggire alla devastazione che Dio con il Suo terremoto aveva provocato su tutto ciò che si trovava al di sotto. Da due giorni lui e i suoi confratelli vi avevano trovato rifugio e non osavano scendere, perché ancora udivano le scosse di assestamento che facevano tremare la loro abbazia e guardavano con orrore le onde gigantesche che sommergevano i villaggi situati sulle piccole isole disseminate negli acquitrini di Avalon.

Bibliografia[modifica]

  • Ariana Franklin, La rosa e il serpente, traduzione di Maria Clara Pasetti, Piemme, 2010. ISBN 9788856614039
  • Ariana Franklin, Le reliquie dei morti, traduzione di Maria Clara Pasetti, Piemme, 2010. ISBN 9788856609981

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