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Discussione:Vasilij Semënovič Grossman

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Ultimo commento: 10 anni fa, lasciato da DonatoD in merito all'argomento Dalla voce poi cancellata: Vita e destino

Dalla voce poi cancellata: Vita e destino

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Riporto qui dopo la proposta in discussione nella voce relativa. Le citazioni andrebbero integrate con quelle qui già presenti

Vita e destino

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  • Il fascismo e l'uomo non possono coesistere. Quando il fascismo vince, l'uomo smette di esistere, restano solo degli umanoidi, a immagine d'uomo. Ma quando a vincere è l'uomo, dotato di ragione e bontà, allora il fascismo muore e chi accetta questa nuova realtà torna uomo. (Viktor Pavlovic Strum)
  • Che cos'è la bontà? Esiste la bontà di tutti i giorni? E' la bontà della vecchia che porta un pezzo di pane a un prigioniero, la bontà del soldato che fa bere dalla sua borraccia un nemico ferito, la bontà della gioventù che ha pietà della vecchiaia, la bontà del contadino che nasconde un vecchio ebreo nel fienile. La bontà delle guardie che, a rischio della propria libertà, fanno avere a mogli e madri le lettere dei prigionieri. La bontà illogica. La bontà degli uomini al di là del bene religioso e sociale. Avendo dubitato del bene umano, sono costretto a dubitare anche della bontà. E' troppo debole. A che serve se non è contagiosa? E' delicata, bella e delicata come la rugiada. Come trasformarla in forza senza inaridirla, senza disperderla. Perchè la bontà è forte sino a quando è priva di forza. Ora conosco la vera forza del male. I cieli sono vuoti. Sulla terra c'è soltanto l'uomo. Eppure quanto più si estendono le tenebre del nazismo, tanto più constato che gli uomini restano - imperterriti - uomini, persino sul ciglio di una fossa sanguinante o sulla soglia di una camera a gas. E ho visto che nella lotta contro il male non è l'uomo a essere impotente: per quanto poderoso, il male non può nulla nella sua guerra contro l'uomo. La bontà è debole, fragile: questo è il segreto della sua immortalità. Essa è invincibile. Più è sciocca, più è illogica e indifesa, tanto più è imponente. Il male non può nulla contro la bontà! Profeti, apostoli, riformatori, leader, capi delle nazioni nulla possono contro di essa. La bontà, amore cieco e muto, è il senso dell'uomo. La storia degli uomini non è dunque la lotta del bene che cerca di sconfiggere il male. La storia dell'uomo è la lotta del grande male che cerca di macinare il piccolo seme dell'umanità. Ma se anche in momenti come questi l'uomo serba qualcosa di umano, il male è destinato a soccombere.
  • Tutti gli uomini da che mondo è mondo sono colpevoli nei confronti della madre che ha perso il figlio in guerra, e sono vani gli sforzi di giustificarsi davanti a lei.
  • Nessuno gli voleva bene. Tutti dicevano che era brutto, perché aveva grosse labbra sporgenti, che si comportava in modo strano, che era assurdamente irascibile e permaloso. Neanche a lei nessuno voleva bene, i suoi cari le riconoscevano unicamente difetti...Povero il mio bambino, ritroso, goffo, figliolino mio bello...Solo lui l'amava, e anche ora, di notte, nel cimitero, era qui con lei, non l'avrebbe mai lasciata, e anche quando sarebbe diventata una vecchietta inutile a tutti, lui avrebbe continuato a volerle bene...come era inadatto alla vita! Non aveva mai chiesto nulla, era timido, maldestro, la maestra dice che a scuola è diventato lo zimbello di tutti, che lo prendono in giro fino a farlo esasperare e lui piange, come un piccolino. Tolja, Tolja non lasciarmi sola. (Ljudmila Nikolaevna Saposnikova sul figlio Tolja morto in guerra)
  • "Quando ci guardiamo in faccia l'un l'altro, noi guardiamo uno specchio. Questa è la tragedia dell'epoca. Forse che voi non riconoscete voi stessi, la vostra volontà, in noi? Forse che per voi il mondo non è la vostra volontà; forse che qualcosa può farvi esitare o fermare...A voi pare di odiarci, ma vi pare soltanto: odiate voi stessi in noi...Noi siamo nemici mortali, sì. Ma la nostra vittoria è la vittoria vostra. Capisce? E se vincerete voi, allora noi moriremo e vivremo della vostra vittoria. È questo il paradosso: perdendo la guerra noi vinceremo la guerra, ci svilupperemo in un'altra forma, ma nello stesso essere." Un nuovo pensiero assalì a questo punto Mostovskoj. Si aggrottò, perfino: forse un dolore acuto agli occhi, o forse voleva scacciare quel pensiero che lo torturava. E se i suoi dubbi non erano segno di debolezza, d'impotenza, di sporca schizofrenia, di stanchezza, sfiducia? E se questi dubbi che facevano irruzione nel suo animo, ora di rado e timidamente, ora impetuosamente, erano la cosa più onesta e pulita che viveva in lui? E lui li reprimeva, li respingeva, li odiava. Poteva darsi che in essi fosse contenuto il seme della libertà rivoluzionaria! Che fosse in essi la dinamite della libertà! (il nazista Liss e il bolscevico Michail Sidorovic Mostovskoj)
  • Il diverbio avrebbe potuto essere dimenticato, allo stesso modo con cui erano stati dimenticati molti altri loro scontri e disaccordi. Ma chissà perché questa breve sfuriata non scomparve senza strascichi, non fu dimenticata. Quando la vita di un uomo si lega in amicizia con la vita di un altro, capita che essi possano litigare e si comportino in maniera ingiusta, e tuttavia le offese che si infliggono reciprocamente si dileguino senza seguito. Ma se si delinea una frattura interna tra i due, anche se non se ne sono ancora accorti, allora anche una parola casuale, una lievissima indelicatezza si può trasformare in una contesa mortale per la loro amicizia. Spesso la divergenza interna è posata tanto nel profondo che alle volte non esce alla luce, alle volte non sanno nemmeno riconoscerla. Un vivace bisticcio per una futilità che lascia cadere una cattiva parola, sembrerà in tal modo una causa fatale che ha distrutto un'amicizia durata lunghi anni.
  • Non aveva piovuto, ma all’alba il terreno era umido e, quando si accendeva il semaforo, sull’asfalto bagnato si spandeva un alone rossastro. Il respiro del lager si percepiva a chilometri di distanza – lì convergevano i fili della luce, sempre più fitti, la strada e la ferrovia. Era uno spazio riempito di linee rette, uno spazio di rettangoli e parallelogrammi che fendevano la terra, il cielo d’autunno, la nebbia. Sirene lontane – un ululato lungo e sommesso.
  • Quelli che sono giusti spesso nella vita non sanno comportarsi e scattano, sono arroganti, si dimostrano privi di tatto, insofferenti, e li si ritiene responsabili di ogni discordia, sia sul lavoro che in famiglia. Mentre quelli che non sono nel giusto, gli offensori, sanno come comportarsi, sono logici, tranquilli, tattici e sembrano aver sempre ragione. (Viktor Pavlovic Strum alla moglie Ljudmila Nikolaevna Saposnikova)
  • Ogni giorno, ogni ora, anno dopo anno, è necessario condurre la propria lotta per il diritto di essere uomo, di essere buono e pulito. In questa lotta non ci deve essere posto né per l'orgoglio, né per la vanagloria, ma solo per l'umiltà. E se nel momento più terribile si presenta l'ora disperata, non devi aver paura della morte, non devi aver paura se vuoi restare uomo. "Dunque, staremo a vedere" si disse. "Forse ne avrò la forza. La tua forza, mamma." (Viktor Pavlovic Strum pensando alla propria madre dopo aver denunciato dei colleghi)
    --DonatoD (scrivimi) 20:40, 27 set 2013 (CEST)Rispondi