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Domenico Oliva

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Domenico Oliva

Domenico Oliva (1860 – 1917), giornalista, politico e critico letterario italiano.

Citazioni di Domenico Oliva[modifica]

  • L'idea superba di elevarmi a giudice dell'opera altrui non mi è mai passata per la mente; sono stato per un anno giudice conciliatore e posso dire, in piena coscienza, che ho fatto più conciliazioni che sentenze: tuttavia le poche che ho fatto mi hanno disgustato del mestiere, il quale presuppone un sentimento, almeno relativo, di infallibilità.[1]
  • La bizzarra dedica colla quale volle onorarmi Aldo Palazzeschi inviandomi il suo volume fermò la mia attenzione: "A Domenico Oliva perché pensi un pochino ai poeti ricchi". Ci vuole una certa audacia oggi a confessarsi ricchi, per quanto invidiabile sia, secondo il mondo, questa qualità positiva ad ammettere che si appartiene a quella categoria privilegiata. E il Palazzeschi sta fra i ricos hombres non solamente per dovizia di sostanze; ha ricchezza di fantasia: tutta la sua poesia è fantastica, è un sogno, dal principio alla fine.[2]

Citazioni su Domenico Oliva[modifica]

  • La critica di Domenico Oliva, materiata non tanto di giudizi quanto di emozioni, piuttosto che piegarsi a ricondurre l'idea particolare entro l'armonia di un sistema preconcetto, preferisce narrare le avventure d'uno spirito estremamente sensitivo attraverso l'opera altrui. Ma questo spirito, continuamente timoroso, per la sua profonda onestà, di non avvertire tutte le intenzioni e tutta l'estensione di tale opera, non cessa di disciplinare o, magari, di comprimere le proprie simpatie e antipatie, aprendosi benevolo, se occorre, alle tendenze per le quali esso sentirebbe una naturale ripugnanza. (Luigi Federzoni)

Note[modifica]

  1. Da Luigi Federzoni (come Giulio De Frenzi), Candidati all'immortalità, Ditta Nicola Zanichelli, Bologna, 1904, pp. 111-112.
  2. Da Note letterarie in Il Giornale d'Italia, 26 ottobre 1907.

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