Earle Labor

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Earle Labor (1928 – vivente), accademico e critico letterario statunitense.

  • [Su Il richiamo della foresta] È la proiezione el Sé mitologico del lettore [...] un'allegoria della redenzione umana.[1]
  • [Su Jack London] Lo stigma di "scrittore di storie di cani" è ancora un problema – così come lo è la "ghettizzazione" delle sue opere nel reparto "per ragazzi" delle librerie. Purtroppo ci sono ancora troppi critici accademici che lo liquidano come fosse uno scribacchino che ha scritto troppo in fretta e solo per il mercato.
The stigma of "writer of dog stories" is still a problem – as is the "ghettoizing" of his works in the juvenile section of the libraries. Unfortunately, there are still too many academic critics who brush him off as a hack who wrote too fast just for the marketplace.[2]
  • Ci tengo a evidenziare che Jack London è "il più grande scrittore americano nel mondo" e che il Richiamo della foresta è "il più grande romanzo del mondo". Notate che ho detto "romanzo del MONDO" – non "degli Stati Uniti".
I emphasize that Jack London is "America's Greatest World Author" and that THE CALL OF THE WILD is "America's Greatest World Novel." Note that I say "WORLD Novel" – not "America's Greatest Novel".[2]

Note[modifica]

  1. Citato in Davide Sapienza, introduzione a Jack London, Il richiamo della foresta, a cura di Davide Sapienza, Feltrinelli, 2011, p. 12.
  2. a b Dall'intervista AN INTERVIEW WITH JACK LONDON SCHOLAR Earle Labor, Ph.D., jacklondons.net.

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