Edmond Potonié

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Edmond Potonié (1829-1902), saggista e scrittore francese.

Il bilancio della guerra[modifica]

Incipit[modifica]

Allorquando un negoziante, un banchiere, od un semplice privato esamina, in fin d'anno, le operazioni fatte, le buone e cattive speculazioni in cui occupò i suoi capitali, è suo scopo di illuminarsi con questo studio statistico, affìne di trarne gli insegnamenti che ne derivano, e comportarsi in conseguenza nell'avvenire.
All'assioma di Pitagora «i numeri governano il mondo» Goethe ha aggiunto : «è almeno certo che le cifre insegnano come il mondo è governato.»
La statistica è la scienza ragionata dei fatti.
Vedete come il sofista ha tema delle cifre, ovvero, quando se ne vale, come snatura la loro eloquenza! L'uomo, che sta scivolando sul pendìo del fallimento, appena ardisce consultare le cifre de' suoi libri, e respinge con isgomento la loro inesorabilità, sperando che un miracolo lo salvi.

Citazioni[modifica]

  • Quale è dunque il nostro fine nel cercare di stabilire il bilancio della guerra? Noi vogliamo, insieme cogli uomini forti e coraggiosi, studiare questa piaga legata dal medio evo alle moderne società, guardare in faccia senza paura i suoi spaventevoli risultamenti, e quando sapremo ove andiamo, trascinati da codesti due vampiri, che stremano le nostre forze, le armate permanenti, e il debito pubblico, che ne è la conseguenza, non saremo forse molto lontani dal trovare il rimedio. (parte I)
  • La guerra o la pace armata, ciò che torna a un dipresso alla stessa cosa, sono una minaccia costantemente sospesa sul benessere e sulla tranquillità dei popoli. Ogni soldato, oltre al denaro che costa allo Stato pel suo mantenimento quotidiano, rappresenta egli stésso una tal quale somma di capitale e di lavoro, che impiegata nei campi o negli opifizì arrecherebbe il suo contingente alla massa sociale, e che nello stato di pace armata è forzatamente condannata a rimanere improduttiva. (parte I)
  • Vi hanno due sorta di guerra: l'una è santa, quella che si fa per l'indipendenza, per la libertà, per la difesa della patria, dei penati, della famiglia.... Ma vi ha un'altra guerra — la più odiosa, la più grottesca, la più criminosa, la più radicale tra le pazzie umane. —Questa ha per movente una vanità bestiale e feroce, che si è d'accordo di appellare l'amor della gloria... A codesti atti di rabbia insensata si dan nomi graziosi, campestri: quella gente va a raccogliere allori, a mietere palme, come le ragazze vanno nei campi a cogliere margherite, fiordalisi e papaveri. Vanno in realtà a raccogliere braccia e gambe, a fare fasci e mucchi di corpi morti. (parte I)
  • Chi oserà mai asserire che l'ultima ragione dei re sia per essere un giorno la prima ragione dei popoli!
    Abbiamo veduto che in tempo di pace 4 milioni di uomini erano sotto le armi in Europa: che sarebbe in tempo di guerra? (parte II)
  • Si sa, durante dieci anni Napoleone risparmiò i suoi soldati opponendo gli Italiani, i Belgi, gli Olandesi, tutti i contingenti delle confederazioni, ai Russi, ai Prussiani, agli Austriaci ed agli Inglesi. Non è dunque esagerato l'affermare che, durante quel lungo e sanguinoso periodo di 23 anni, la guerra divorò in Europa circa 2.000 uomini al giorno. (parte II)

Explicit[modifica]

Lo sappiano i popoli: essi non sono invincibili che per le proprie virtù, e ciò che li franca dall'oppressione non è il numero dei soldati, è la coscienza delle libertà del cittadino. Lasciate allora queste libertà così preziose sotto la guardia del cittadino, e siate sicuri che egli saprà difenderle, e che non gliele ripiglieranno... quando egli le abbia.
Ma per acquistarle, abbiate fiducia nel progresso pacifico. — I vostri mezzi sono troppo lenti, o pacifica armata della scuola economica, ci si dice talvolta : ebbene ! ci si risponda : quali hanno raggiunto più prontamente il loro scopo, i nostri padri, che nel 1789 chiedevano in tutti i loro mandati la riduzione delle armate permanenti (noi non vogliamo più armate permanenti, gridava Mirabeau), e che per ottenere questo scopo fecero la rivoluzione del 1789 (1)[La rivoluzione dell'89, che voleva il progresso per mezzo della forza, ha fatto decapitare 4.000 individui che volevano lo statu quo del tempo anteriore, e 18.000 che volevano il progresso], o i primi collegati di Manchester, i quali pensarono che il miglior modo era di guadagnare tutta la gente alla loro opinione?

Bibliografia[modifica]

  • Edmond Potonié, Il bilancio della guerra, Rivista contemporanea, Augusto Federico Negro, Torino 1865.