Edward Said

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
File:Palestinian Cultural Mural Honoring Dr. Edward Said.jpg
Edward Said raffigurato nel murales presso la San Francisco State University

Edward Wadie Sa'id traslitterato anche Said, (1935 – 2003), scrittore e docente statunitense.

Citazioni di Edward Said[modifica]

  • La Palestina divenne un paese prevalentemente arabo e musulmano alla fine del VII secolo e ben presto i suoi confini e i suoi caratteri – incluso il nome arabo Filastin – divennero famosi nell'intero mondo islamico sia per la sua bellezza e fertilità che per la sua importanza religiosa.[1]
  • Albert Camus è uno degli scrittori dell'Algeria francese che può giustamente essere definito di fama mondiale. Eppure, come era già accaduto nel caso di Jane Austen un secolo prima, anche con Camus i critici hanno ignorato la realtà dell'impero, così evidente nelle sue opere. [...] Camus è una figura di particolare rilievo nella terribile e caotica situazione delle colonie francesi durante il faticoso processo di decolonizzazione del Novecento. Egli appartiene al periodo finale dell'imperialismo al quale è sopravvissuto, sino ai giorni nostri, come scrittore «universalista» le cui radici affondano in un colonialismo ormai dimenticato.[2]

Citazioni su Edward Said[modifica]

  • Scrive bene ma razzola malissimo. Il fatto che Said sia palestinese lo legittima nel suo essere pro palestinesi. Ma non mi risulta che Said abbia mai condannato i suoi uomini-bomba, ed esiste una fotografia che lo coglie, in zona Gaza, che lancia un sasso «intifadico» contro gli israeliani. Lui sarebbe un fautore di «campi di comprensione invece di campi di battaglia»? On aura tout vu, se ne vedono (e sentono) proprio di tutte. (Giovanni Sartori)

Note[modifica]

  1. Da Edward W. Said, La questione palestinese, prefazione di Robert Fisk, traduzione di Stefano Chiarini e Antonella Uselli, il Saggiatore, 2011, p. 62.
  2. Da Cultura e imperialismo, traduzione di Stefano Chiarini e Anna Tagliavini, Gamberetti Editrice, 1998.

Altri progetti[modifica]