Elena Stancanelli

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Elena Stancanelli (2022)

Elena Stancanelli (1965 – vivente), scrittrice e sceneggiatrice italiana.

Citazioni di Elena Stancanelli[modifica]

  • Bebe Vio è una dea. Viene da un punto lontanissimo dello spazio e del tempo, viene dall'eternità, dal mito. Come Teti che cavalca le onde dell'oceano, Artemide con l'arco e le frecce, Persefone, Atena. Corpo di carne e acciaio, potenza e intelligenza, bellezza e muscoli guizzanti. È la dea dell'impossibile che diventa possibile e brandisce un fioretto. Basta guardarla per capire che non ha niente da spartire con questo nostro tempo lagnoso e suscettibile ed è del tutto immune dalla osannata estetica della fragilità. Non ci tiene a dividere con noi la delusione, la rabbia per l'innegabile accanimento del destino su di lei. Piuttosto Bebe Vio ci regala favolosità.[1]
  • Malaparte vede, racconta, un po' inventa. Con una lingua che ne contiene tante, in un paesaggio i cui confini sono continuamente violati. Kaputt è un libro molto amato fuori dall'Italia e troppo poco letto da noi. Soprattutto adesso, che ci domandiamo cosa sia l'Europa, e a cosa serva.[2]
  • Perché la pornografia non è sesso, non gli somiglia neanche. È acrobazia di corpi inverosimili, un montaggio di situazioni spesso ridicole che coinvolgono soprattutto gli organi genitali. Per alcuni è eccitante, per altri no, c’è chi si diverte e la trova buffa, chi si infuria e la trova umiliante. Ma in ogni caso si tratta di spettacolo. Non è un tutorial, non si impara a fare sesso guardando pornografia. Al contrario, nell'eventualità che qualcuno dovesse prenderla sul serio, trattarla come un manuale, incorrerebbe in enormi delusioni al contatto con la realtà oltre a mettere a dura prova muscoli e giunture. La pornografia ha uno scopo ricreativo e non fa male, ma per qualche ragione ogni volta che se ne parla tocca assumere una postura seria, contrita. Bisogna prenderne le distanze, esecrarla. Come se non fosse lo spettacolo più antico e più diffuso al mondo, come se ognuno di noi non ci avesse avuto a che fare in qualche modo.[3]
  • Scrivo perché è il modo in cui cerco di orientarmi, e se smettessi di farlo mi perderei. L’ho sempre fatto, fin da quando ho imparato e non riesco neanche a immaginare come sarebbe vivere senza farlo. Raccontarla, è semplicemente il mio modo di stare nella vita.[4]

Benzina[modifica]

Incipit[modifica]

Sto. Le ginocchia sul finto marmo freddo, le mani piene. Apro e chiudo le dita perché scorrano i rigagnoli verdi di questo liquido rancido, così familiare. Stella mi sta guardando. Ho gli occhi chiusi e le volto la schiena, ma so che mi controlla. Trattiene il fiato, aspetta un gesto qualsiasi. Con le mani aperte penso che sta passando del tempo, se il vomito cola non è vero che tutto si è fermato. Devo fare qualcosa. Abbasso le braccia.

La femmina nuda[modifica]

Incipit[modifica]

Il modo in cui ho avuto la prova che Davide si scopava Cane è stato incredibile e ridicolo come una leggenda metropolitana. Sai quelle storie della vecchia che ti dà un passaggio in macchina e la mattina dopo scopri che è morta da vent’anni, o il cucciolo di cane africano che crescendo si trasforma in un mostro cannibale.

Ero a casa, stavo aspettando alcune persone con le quali avevo un appuntamento di lavoro. Saranno state le tre, le quattro del pomeriggio. Mi ha chiamato Davide e abbiamo parlato un po’, non mi ricordo cosa ci siamo detti, niente di importante. La solita telefonata breve e interlocutoria.

Explicit[modifica]

Di tutto il resto, innamoramenti e amori, vorrei non dovermi occupare più. Vorrei evitare quella goffa confidenza che arrabattiamo con le persone nuove, raccontando fatti e fattacci della nostra vita, come eravamo felici da bambini, quel che resta dei nostri sogni. Non mi piace più l’intimità che ci passiamo come un cerino, sempre più in fretta perché non ci rimanga in mano. Mi intristiscono i gesti quotidiani sempre uguali e sempre più insulsi a ogni nuova relazione. Ci ho provato, ma non fa per me.

P.S.

So che te lo stai chiedendo, Vale, e la risposta è sì, ci ho scopato con Guido. Una volta sola. Ma non preoccuparti, non ha raccontato niente alla sorella.

Non l’ho fatto per ripicca, l’ho fatto perché mi piaceva.

Mi ha detto che il naso le è rimasto un po’ storto.

Che peccato.

Note[modifica]

  1. Da Bebe Vio, dea dell’impossibile, Repubblica.it, 15 settembre 2021.
  2. Da Consigli d’autore per buone vacanze di lettura, Rep.repubblica.it, 20 luglio 2018.
  3. Da Spiegare il porno ai ragazzi, la Repubblica, 17 dicembre 2021, pag. 40.
  4. Da Intervista all'autore, Premiostrega.it.

Bibliografia[modifica]

  • Elena Stancanelli, Benzina, Einaudi, Torino, 1998.
  • Elena Stancanelli, La femmina nuda, La nave di Teseo, Milano, 2016.

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