Elena Stancanelli

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Elena Stancanelli (1965 – vivente), scrittrice italiana.

Citazioni di Elena Stancanelli[modifica]

  • Malaparte vede, racconta, un po' inventa. Con una lingua che ne contiene tante, in un paesaggio i cui confini sono continuamente violati. Kaputt è un libro molto amato fuori dall'Italia e troppo poco letto da noi. Soprattutto adesso, che ci domandiamo cosa sia l'Europa, e a cosa serva.[1]
  • Scrivo perché è il modo in cui cerco di orientarmi, e se smettessi di farlo mi perderei. L’ho sempre fatto, fin da quando ho imparato e non riesco neanche a immaginare come sarebbe vivere senza farlo. Raccontarla, è semplicemente il mio modo di stare nella vita.[2]

Benzina[modifica]

Incipit[modifica]

Sto. Le ginocchia sul finto marmo freddo, le mani piene. Apro e chiudo le dita perché scorrano i rigagnoli verdi di questo liquido rancido, così familiare. Stella mi sta guardando. Ho gli occhi chiusi e le volto la schiena, ma so che mi controlla. Trattiene il fiato, aspetta un gesto qualsiasi. Con le mani aperte penso che sta passando del tempo, se il vomito cola non è vero che tutto si è fermato. Devo fare qualcosa. Abbasso le braccia.

La femmina nuda[modifica]

Incipit[modifica]

Il modo in cui ho avuto la prova che Davide si scopava Cane è stato incredibile e ridicolo come una leggenda metropolitana. Sai quelle storie della vecchia che ti dà un passaggio in macchina e la mattina dopo scopri che è morta da vent’anni, o il cucciolo di cane africano che crescendo si trasforma in un mostro cannibale.

Ero a casa, stavo aspettando alcune persone con le quali avevo un appuntamento di lavoro. Saranno state le tre, le quattro del pomeriggio. Mi ha chiamato Davide e abbiamo parlato un po’, non mi ricordo cosa ci siamo detti, niente di importante. La solita telefonata breve e interlocutoria.

Explicit[modifica]

Di tutto il resto, innamoramenti e amori, vorrei non dovermi occupare più. Vorrei evitare quella goffa confidenza che arrabattiamo con le persone nuove, raccontando fatti e fattacci della nostra vita, come eravamo felici da bambini, quel che resta dei nostri sogni. Non mi piace più l’intimità che ci passiamo come un cerino, sempre più in fretta perché non ci rimanga in mano. Mi intristiscono i gesti quotidiani sempre uguali e sempre più insulsi a ogni nuova relazione. Ci ho provato, ma non fa per me.

P.S.

So che te lo stai chiedendo, Vale, e la risposta è sì, ci ho scopato con Guido. Una volta sola. Ma non preoccuparti, non ha raccontato niente alla sorella.

Non l’ho fatto per ripicca, l’ho fatto perché mi piaceva.

Mi ha detto che il naso le è rimasto un po’ storto.

Che peccato.

Note[modifica]

  1. Da Consigli d’autore per buone vacanze di lettura, Rep.repubblica.it, 20 luglio 2018.
  2. Da Intervista all'autore, Premiostrega.it.

Bibliografia[modifica]

  • Elena Stancanelli, Benzina, Einaudi, Torino, 1998.
  • Elena Stancanelli, La femmina nuda, La nave di Teseo, Milano, 2016.

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