Enrico V

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Enrico V

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Titolo originale Henry V
Paese Gran Bretagna
Anno 1989
Genere Drammatico
Regia Kenneth Branagh
Soggetto William Shakespeare
Sceneggiatura William Shakespeare, Kenneth Branagh
Attori
  • Kenneth Branagh: Enrico V
  • Emma Thompson: Caterina
  • Brian Blessed: Exeter
  • Richard Briers: Bardolfo
  • Robbie Coltrane: Falstaff
  • Judi Dench: ostessa Quickly
  • Ian Holm: Fluellen
  • Derek Jacobi: Coro
  • Geraldine McEwan: Alice
  • Michael Maloney: Luigi, il Delfino
  • Paul Scofield: Carlo VI, re di Francia
  • John Sessions: Macmorris
  • Robert Stephens: Pistola

Enrico V, film del 1989, tratto dal dramma di William Shakespeare, regia di Kenneth Branagh.

Citazioni[modifica]

  • Coro: Oh, avere una Musa di fuoco, che si levasse al più fulgido cielo dell'immaginazione... Un regno per palcoscenico, dei prìncipi come attori, e dei sovrani che assistono alla rutilante azione. Allora il bellicoso Enrico assumerebbe da par suo il portamento di Marte, e alle sue calcagna, come segugi al guinzaglio, la fame, il ferro e il fuoco smanierebbero per entrare in azione.
  • Enrico: Ancora una volta alla breccia, cari amici, ancora una volta! Oppure coi nostri caduti chiudete questo varco!
  • Exeter: A meno che non sia qui presente il Delfino, al quale ho incarico di porgere un particolare saluto.
    Delfino: Per il Delfino, sono qua io a rispondere. Cosa gli dice Enrico?
    Exeter: Scherno e disprezzo; irrisione, disistima, e tutto ciò che non sia disdicevole per il linguaggio di un re. Così egli vi considera. Questo dice il mio re.
  • Enrico: ... e il giorno di Crispino e Crispiano non passerà mai, da quest'oggi, fino alla fine del mondo, senza che noi in esso non saremo menzionati. Noi pochi. Noi felici, pochi. Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello, e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo giorno elevata, e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui, e menomati nella loro virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno di San Crispino!
  • Enrico: Se su piccole colpe veniali dovute all'ubriachezza non chiudiamo gli occhi, come dovremmo spalancarli quando delitti capitali masticati, inghiottiti e digeriti ci appariranno davanti?
  • Enrico: Credi che potrai amarmi?
    Caterina: Io non so dire.
    Enrico: Può dirlo qualcuno del tuo sèguito? Glielo chiederò.
  • Enrico: Il costume si inchina davanti ai grandi re. Tu e io non possiamo essere confinati entro i ristretti limiti delle usanze. Noi siamo i creatori delle usanze, Kate. E quindi pazienza, e arrenditi. Dalle tue labbra scaturisce una magia, Kate; c'è più eloquenza nel tuo tocco dolcissimo che nelle lingue del Consiglio di Francia.
  • Connestabile: Dove trovano tanto spirito? Non è il loro clima nebbioso e grigio?
  • Enrico: Io non so se la vittoria sia nostra o vostra.
    Montjoy: La vittoria è vostra.
    Enrico: Per questo sia lodato Dio, ancor più che la nostra forza. Che castello è quello che si innalza laggiù?
    Montjoy: Si chiama Azincourt.
    Enrico: Allora questa si chiami "la battaglia di Azincourt", combattuta il giorno di Crispino e Crispiano.
  • Enrico: Ti prego di portargli la mia risposta precedente: prima dovranno uccidermi, e poi potranno vendere le mie ossa.
  • Bates: Può mostrare tutto il coraggio che vuole; ma per quanto sia fredda questa notte, io credo che preferirebbe stare nel Tamigi fino al collo. E magari ci stesse, e io con lui. Qualsiasi cosa, pur di non essere qui. [...]
    Williams: Ma se la causa non fosse giusta, il re sarebbe chiamato a una grave resa dei conti, quando tutte le braccia, le gambe, le teste staccate in battaglia si ricomporranno il giorno del Giudizio e grideranno: "Morimmo nel tal luogo!", chi imprecando, chi invocando il chirurgo, chi piangendo per la moglie rimasta in miseria, chi per i debiti non pagati, chi per i figli rimasti orfani. Penso che siano pochi a morire sereni, in battaglia. Poiché come possono disporsi con spirito di carità, quando pensano solo ad ammazzare?
  • Enrico: ... perché non c'è nessuno tra voi per quanto umile di nascita che non abbia un lampo di nobilità negli occhi. Vedo che siete come tanti levrieri che smaniano e tirano il guinzaglio. La selvaggina è qui, seguite l'impulso, e mentre caricate gridate: "Dio è con Enrico, l'Inghilterra e San Giorgio!".
  • Enrico: Bella Caterina, se voi mi vorrete bene col vostro cuore francese, sarò lieto di sentirvelo dire anche con linguaggio difettoso. Vi piace uno come me?
    Caterina: Pardonnez-moi, io non so cos'è "uno come me".
    Enrico: Un angelo è come voi, Kate, e voi come un angelo.

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