Eugène Pottier

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Eugène Pottier

Eugène Edine Pottier (1816 – 1887), poeta, rivoluzionario e operaio francese.

Citazioni di Eugène Pottier[modifica]

  • In piedi, dannati della terra, | in piedi, forzati della fame! | La ragione tuona nel cratere, | è l'eruzione finale. | Del passato facciam tabula rasa, | Folle, schiavi, in piedi! In piedi! | Il mondo sta cambiando base, | Non siamo niente, saremo tutto! || È la lotta finale, | uniamoci, e domani | l'Internazionale | sarà il genere umano. (da L'Internationale, traduzione di Riccardo Venturi, citato in antiwarsongs.org)

Citazioni su Eugène Pottier[modifica]

  • In qualsiasi paese capiti l'operaio cosciente, in qualsiasi parte lo spinga il destino, per quanto straniero egli possa sentirsi, senza la propria lingua, senza amici, lontano dalla patria, egli può trovarsi amici e compagni al canto famigliare dell'Internazionale.
    Gli operai di tutti i paesi hanno ripreso il canto del poeta proletario, combattente nella loro avanguardia, e ne hanno fatto l'inno proletario mondiale.
    E gli operai di tutto i paesi rendono oggi onore a Eugène Pottier. Sua moglie e sua figlia vivono oggi in povertà, come visse per tutta la sua vita l'autore dell'Internazionale. [...] Pottier era nato da famiglia povera e per tutta la vita restò un povero, un proletario, guadagnandosi il pane come operaio spedizioniere e poi come disegnatore di stoffe. (Lenin)
  • L'8 novembre 1887 gli operai parigini accompagnarono al cimitero del Père-Lachaise, dove sono sepolti i comunardi fucilati, la bara di Eugène Pottier. La polizia provocò dei tumulti, strappando la bandiera rossa. Una folla enorme partecipò ai funerali civili. Da tutte le parti si levava il grido: «Viva Pottier!»
    Pottier morì in miseria. Ma lasciava dietro di sé un monumento veramente imperituro. Egli fu uno dei più grandi propagandisti per mezzo della canzone. Quando egli compose la sua prima canzone, gli operai socialisti si contavano, tutt'al più, a decine. Oggi lo storico inno di Eugène Pottier è conosciuto da decine di milioni di proletari... (Lenin)

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