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Eugenio Giovannetti

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Eugenio Giovannetti (1883 – 1951), giornalista, scrittore e traduttore italiano.

Il tramonto del liberalismo

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  • Il calvinismo è un magnifico formatore di individualità elette e solitarie ma ha oggi poca o nessuna efficacia politico-sociale appunto perché, politicamente, esso è contro la Riforma, contro il movimento cioè che ha creato lo Stato moderno. Esso nega lo Stato quando non può più dominarlo, lo lascia inaridire in un empirismo gretto e lo abbandona senza difesa alla geniale aggressività degli individui. (cap. III, p. 27)
  • Il calvinismo è tanto efficace per l'educazione dei singoli quanto funesto per l'educazione delle masse, per la forza dello Stato. Le masse diventano ipocrite e lo Stato debole. (cap. III, p. 28)
  • Educatore di eroiche individualità solitarie, di geniali regicidi, il calvinismo può ben dirsi il padre spirituale del liberalismo moderno ed è anche democratico, se volete, ma nella stessa forma e nello stesso grado con cui lo è il gesuitismo. (cap. III, p. 28)
  • L'ultimo grande apostolo dell'idea liberale, Alessandro Vinet, quello cui s'ispirò Camillo di Cavour e cui vorrebbero ispirarsi ancora oggi i ginevrini, fu un cristiano angoscioso, un vero apostolo pieno di fede e di dolore, che, nato idealmente tra i candidi pescatori del lontano lago di Tiberiade, si trovò a dover insegnar lettere e teologia sul lago di Ginevra, nell'accademia di Losanna, fra l'astio intollerante del clericalume e del radicalume paesano. Fra tanta angustia, Alessandro Vinet seppe essere, come ogni vero cristiano, un'apologia vivente del cristianesimo. (cap. VIII, p. 67)
  • L'idea infinita che Alessandro Vinet contrapponeva all'urgenza materialistica del suo tempo, era Dio e, si badi, non quello vago, panteistico, nebuloso, del razionalismo francese e della tradizione liberale ma il Dio personale dei dogmi cristiani. Nella società umana Alessandro Vinet vedeva soltanto un aggruppamento di individui ognuno dei quali doveva, innanzi tutto, regolare un suo terribile conto personale con Dio, un conto che non si poteva regolare se non da solo a solo, in un colloquio tragico che durava per tutta la vita. (cap. VIII, p. 77)
  • La libertà individuale, è per Vinet, fondata sui dogmi della caduta e della redenzione, sulla idea cioè d'un debito dell'individuo verso Dio che preceda necessariamente tutti gli altri debiti dell'individuo verso i suoi simili. Senza la fede in un Dio personale e nei dogmi della caduta e della redenzione, secondo Vinet, la libertà dell'individuo non ha più alcun fondamento. La grandezza di Vinet sta appunto in questa sua melanconica ortodossia cristiana che si ostina a risplendere ferma e solitaria come un faro contro le travolgenti ondate del materialismo che invade l'Europa. (cap. VIII, p. 78)

Citazioni su Eugenio Giovannetti

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  • Che cosa cerca Giovannetti? È difficile dirlo, anche perché assai probabilmente Giovannetti non cerca niente. Verso gli uomini e le cose degli uomini, – i loro difetti, i vizii, o soltanto le «debolezze» e le distrazioni – da qualche anno Giovannetti ha preso un atteggiamento di vigilanza, che somiglia assai a quello d'un moralista. Soltanto che, lui, è un moralista senza morale. La sua critica basta a se stessa. Non solo non pretende di rifare la gente (compito difficile e leggermente assurdo, imponendo il quale un poeta epigrammatico condannò all'inutilità gli altri e se stesso) ma anche se ne avesse la possibilità e i mezzi, la critica di Giovannetti non saprebbe come e perché rifare gli uomini.
  • Giovannetti ha, come pochi, il gusto di scrivere (una virtù che si va perdendo); è un letterato paziente, che non lascia andar via un periodo senza essergli stato prima attorno con la pomice: arida pomice expolitus.
    D'una certa aridità, esteriorità di pomice, risentono la sua cultura e le sue frequentissime citazioni. Certo egli dimostra molte curiosità e letture. Nei suoi «Satyricon» tornano, frequenti, prosatori e poeti antichi e moderni; classici e romantici; e poi politici e storici d'ogni razza.
  • Giudice di gusto e di temperamento, che preferisce fare a meno di logica e di dimostrazioni, Giovannetti ha l'obbligo di esser leggero, evidente, e di far presto. Meglio quando questo gusto, questo temperamento letterario, senza più pretesto ironico o di canzonatura, si manifestano direttamente in rapidi quadretti, in racconti ariosi e nitidi, in semplici sottili arguzie e piacevolezze.
    E sono forse le sue pagine più felici; certo sono quelle che danno meglio una ragione di lui; che meglio lo spiegano e lo giustificano anche come scrittore satirico e burlesco.

Bibliografia

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Altri progetti

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