Al 2022 le opere di un autore italiano morto prima del 1952 sono di pubblico dominio in Italia. PD

Filippo De Filippi

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Filippo De Filippi

Filippo De Filippi (1814 – 1867), zoologo, medico e viaggiatore italiano.

La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia[modifica]

Incipit[modifica]

In un capitolo di critica arguta e finissima del moderno alpinismo, col quale A. F. Mummery chiude il racconto delle proprie imprese, è detto vero alpinista «colui che tenta nuove ascensioni». Così pensano certo tutti quelli che vanno ricercando diligentemente le poche vette delle nostre Alpi dimenticate, o trascurate dai primi esploratori, e le salgono una dopo l'altra, per modo che, fra breve, non rimarrà picco della superba catena, su cui l'uomo non abbia messo piede.

Citazioni[modifica]

  • «Bertha», sempre seguìto a rimorchio dalla goletta «Aggie», era partito da Port Mulgrave alle due antimeridiane del 23 giugno.
    Le difficoltà incontrate nello sbarco da tutti coloro che s'erano avviati alla costa del Pacifico, e la catastrofe che aveva funestato fin dal principio la seconda spedizione del Russell, insieme coll'incertezza intorno alle condizioni del mare e della risacca sulla spiaggia meridionale, avevano indotto S. A. R. a seguire le indicazioni del Russell, che consigliava di approdare sulla costa Ovest della baja di Yakutat, sebbene essa disti dal Sant'Elia parecchi chilometri di più di quella del Pacifico. (cap. V, p. 69)
  • All'improvviso, vediamo il Petigax ed il Maquignaz, che camminano alla testa, tirarsi da parte, cedendo il passo al Principe. Il culmine estremo è dinanzi a loro, a pochi passi. S. A. R si avanza fra essi e mette il piede, primo, sulla vetta del Sant'Elia, mentre noi accorriamo ansanti, trafelati, per unirci al suo grido di trionfo.
    Urrà per l'Italia e per Savoia! (cap. VIII, p. 164)
  • Passammo il pomeriggio piovoso nel porto, attorniati dai canotti pieni di indiani curiosi, e la mattina del 13 agosto uscimmo a vele spiegate dalla baja dove eravamo entrati cinquantatré giorni prima.
    Il tempo era un incanto, e le superbe catene rifulgevano in una profusione di luce e di sole. (cap. IX, p. 185)

Explicit[modifica]

La nostra carovana si sciolse a Londra, la mattina dell'11 settembre, dopo quattro mesi di vita comune, resa più intima dalle lotte combattute, dagli ostacoli vinti, dai disagi sopportati e dalla soddisfazione della meta raggiunta insieme.
Non dico, per timore di sciuparla colle parole, dell'emozione che provammo separandoci dal nostro Duce, né dei sentimenti di gratitudine e di ammirazione che alimentano nei nostri animi il ricordo di S. A. R. il Duca degli Abruzzi.

Incipit di alcune opere[modifica]

Delle funzioni riproduttive negli animali[modifica]

Gli animali hanno la facoltà di rigenerare alcune porzioni de' loro tessuti: anzi perfino alcune parti de' loro organi. Questa facoltà, limitata ne' quadrupedi e negli uccelli alle sole produzioni epiteliche, o cornee, va guadagnando col discendere alle classi inferiori; e già vediamo le lucerte riprodurre la coda: le salamandre ripristinar le zampe amputate (Spallanzani); gli aracnidi ed i crostacei le antenne e le gambe. Se le attinie sono convenientemente divise in due o tre parti, ciascuna di queste ha la proprietà di riprodurre il mancante; e così risultano due o tre individui da un solo. Un modo analogo anche naturale di propagazione fu indicato da Bonnet nel lombrico di terra, da O. Müller nelle najadi ed in altri vermi; ma, come verrà forse occasione di osservare in seguito, meglio studiato il fenomeno, l'analogia non va in questi casi oltre l'apparenza superficiale.

L'uomo e le scimie[modifica]

La infinitamente bella e grande varietà di forme di piante e di animali che popolano ora la superficie della terra, non è apparsa tutta insieme d'un sol getto, ma è stata preceduta da una successione di altre forme diverse, di altri mondi di viventi, che hanno lasciate, a documento della loro passata esistenza, spoglie più o meno complete negli strati della corteccia terrestre.
Serviamoci pure di una locuzione assai usata; parliamo pure ancora di epoche della natura. Quando, con quella potenza che solo è data alla mente umana, si facciano rivivere le generazioni passate, e si contemplino nel loro ordine cronologico, si è colpiti da questi due fatti: che ogni grande epoca della storia fisica del nostro globo è distinta da un complesso di forme organiche sue proprie; che grandissima è la differenza fra le piante e gli animali delle prime epoche della creazione, in confronto delle forme ora esistenti; ma che, procedendo regolarmente da quelle più lontane epoche, siffatte differenze andarono mano mano scemando verso l'epoca attuale che ha per suo proprio distintivo la presenza dell'uomo.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]