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Filippo Ganna

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Filippo Ganna nel 2020

Filippo Ganna (1996 – vivente), ciclista su strada e pistard italiano.

Citazioni di Filippo Ganna

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Citazioni in ordine temporale.

  • [In riferimento alla medaglia d'oro nell'inseguimento a squadre vinta ai Giochi olimpici di Tokyo 2020] Ho forza e potenza, però mi manca il colpo d'occhio, non sono un velocista naturale, se mi avessero detto che avrei vinto gare così importanti mi sarei messo a ridere.[1]

Intervista di Gaia Piccardi, corriere.it, 3 gennaio 2021.

  • Chris ha scritto la storia del ciclismo, lo capisce anche chi non sa andare in bicicletta. Non ho avuto il piacere di correre con lui un grande giro ma lo ringrazio del tempo speso insieme, e dell’esempio, in ritiro e alla Tirreno.
  • [In riferimento alla vittoria della prima tappa del Giro d'Italia 2020] Dopo la prima tappa, la crono di Palermo, mi ha scritto Francesco Moser: ma allora sei proprio bravo! Mi ha fatto tanto piacere. Metterei la firma anche solo per vincere un quarto di tutto quello che ha vinto lui...
  • L’Olimpiade resta la corsa più importante ma se facessi la gara su strada, sarebbe in preparazione della crono. Del quartetto su pista sono innamorato: è la mia vita. E il c.t. Marco Villa è il mio secondo padre. Per il podio della pista però dovremo andare a mille all’ora in quattro. Io mi sento di promettere che sarò pronto per dare il massimo.
  • [Alla domanda: "Ma insomma, chi è Filippo Ganna?"] Un uomo, non una macchina a cui basta girare una vite. È sufficiente una cattiva notte di sonno per sbagliare una tappa: lo sapeva?

Farò a pugni con il pavé

Intervista di Ciro Scognamiglio, SportWeek nº 14 (1244), 5 aprile 2025, pp. 18-24.

  • Non spero mai che non ci siano dei rivali, anzi, l'essenza dello sport è confrontarsi con tutti i migliori e cercare di batterli. È per questo che le mie motivazioni sono intatte, è per questo che cerco sempre di confrontarmi anzitutto contro i miei limiti e di oltrepassarli.
  • [...] se ami la Roubaix vuol dice che c'è del sadismo dentro di te. Non puoi volere bene a una corsa per la quale, i giorni successivi, hai male ovunque. Le mani distrutte, il sedere lo stesso. C'è il fascino delle pietre, ed è notevole il pensiero che si faceva senza le tecnologie di oggi. Ma non vorrei mai essere stato nei panni di chi si è cimentato con l'Inferno... per primo.
  • [Sul ciclismo] In questo sport bisogna convivere con il dolore, sopportarlo, cercare di superarlo.
  • [Su Tadej Pogačar] Quale corsa non può vincere?
  • [Sulla Parigi-Roubaix] Il tuo avversario sono quelle pietre, a cominciare dal fatto che non ce n'è una uguale all'altra. E pure le vibrazioni che ci sono quando ci pedali sopra sono diverse. Qualcuno ha detto che è come stare in una lavatrice, io sostengo che è simile al ricevere dei pugni. I primi fanno male, poi, via via, per i successivi non è tanto peggio. A quel punto "mantieni", se così si può dire, nel senso che cerchi di resistere. Cerchi di arrivare in fondo e ottenere il miglior risultato possibile.
  • [«Che cosa contribuisce [...] a rendere la Roubaix così unica?»] Non solo le pietre e la loro unicità, anche la storia e tutto quanto le sta attorno. Tipo le vecchie docce del velodromo, e il fatto che ogni vincitore abbia il suo nome scritto. È un qualcosa che resta [...]
  • [«È vero che le gare di ciclismo al Nord hanno una atmosfera speciale?»] Decisamente sì. E quando finisce questo periodo, ne esci ogni volta con delle esperienze in più che ti cambiano, ti arricchiscono. Sei sempre un po' più nervoso [...] anche perché si comincia a fare a spallate già nel trasferimento, o quasi. Quanto al pubblico, forse solo al Nord c'è tanto amore attorno a noi. In Italia è più facile trovare l'appassionato di calcio, e manca un po' di cultura del ciclismo. Ricordo che, un paio di anni fa, in un hotel, in Belgio, una coppia di signori mi ha visto con la bicicletta e voleva sapere quali gare avessi disputato. In Italia non mi era mai capitato.

Note

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  1. Dall'intervista di Marco Imarisio, Filippo il predestinato che non voleva una vita da pistard: «Vai forte ragazzo...» Per fortuna l'ha capito, Corriere della Sera, 5 agosto 2021.

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