Francesco Moser
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Francesco Moser (1951 – vivente), ciclista italiano.
Citazioni di Francesco Moser
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Citazioni in ordine temporale.
- Bisognerà convivere col doping. Il ciclismo puro è un'illusione. A cosa servono tutti i medici nelle squadre, se non a trovare qualcosa in più nell'alimentazione o nella medicina?[1]
- Ma cosa vogliono questi comunisti con tutte quelle bandiere rosse? Senza tutto questo casino nessuno si sarebbe accorto che c'era il Giro della Padania.[2]
- [«Ci sono dei segreti per affrontare la Roubaix?»] Il primo è la paura. [...] Deve sparire. Va cancellata. È un sentimento che spesso viene associato alla Roubaix. Ma io dico: chi ne ha, stia a casa. Quelle pietre sono devastanti, non perdonano. Sono crudeli, non hanno pietà. Ma vanno sfidate. Aggredite. Dominate, non subite. A volte ti trovi a dover schivare buche grandi come mezza ruota. Più che ciclismo, fai l'acrobata.[3]
- [Sul record dell'ora stabilito a Città del Messico nel 1984] Il primo record, quello del 19 gennaio, doveva essere [...] solo un test sui 20 km, anche se la fiducia era alta [...]. Se il cronometro ci avesse dato indicazioni positive si sarebbe andati "por la hora!", fino alla fine. [...]. Il secondo tentativo, quattro giorni dopo, per onorare i tantissimi tifosi italiani che erano in viaggio e non avevano potuto assistere al primo tentativo. Fu un trionfo esaltante e stordente [...] che prolungò di fatto una carriera che per me era già in pratica chiusa. [...] a 33 anni non era facile reinventarsi, soprattutto per uno come il sottoscritto che ormai non era più giovanissimo e si era abituato a certi tipi di allenamenti. Ma fondamentale fu l'apporto dell'équipe scientifica della Enervit di Paolo Sorbini: grazie a loro cambiai drasticamente i metodi di preparazione e alimentazione: fummo i primi a introdurre aminoacidi ramificati e gli integratori. Grazie al professor Antonio Dal Monte, mutammo anche la concezione di bicicletta, stravolgendola: asse variabile, manubrio a corna di bue e ruote lenticolari. Oltre all'utilizzo per la prima volta dei cardiofrequenzimetri e all'introduzione di concetti di aerodinamica e di galleria del vento che fino a quel momento nel mondo della bicicletta non erano mai stati utilizzati. Fu davvero una rivoluzione.[4]
- Per quanto mi riguarda il professor Conconi resta uno scienziato.[4]
Bicisport, gennaio 2009
- L'esperienza conta e quando sei giovane è importante farne tanta senza avere paura di prendere qualche schiaffo di troppo.
- Nel gruppo ci vuole meno omertà e più trasparenza: i corridori devono capire che chi si dopa è un baro, un ladro e che va immediatamente denunciato perché mette in pericolo il lavoro di tutti.
- Quello che non va bene per il ciclismo e soprattutto per i tifosi è non vedere correre i grandi campioni per tutta la stagione; questo si che fa male al ciclismo...
Citato in Luca Franchini, giornaletrentino.it, 6 agosto 2011.
[Sul Giro di Padania]
- Già quando correvo io, tempi in cui la Lega Nord era solamente agli albori, al leader del Trittico Lombardo veniva assegnata e fatta vestire la maglia verde. In questa manifestazione [...] non vedo nulla di scandaloso.
- [...] non so cosa potrebbe cambiare se la corsa, invece, che Giro della Padania, fosse stata chiamata Giro dell'Italia del Nord.
- In fin dei conti, che si voglia o no, esiste anche la Padania, così come esiste il partito: c'è chi organizza comizi o altro e chi, come in questo caso, ha invece deciso di organizzare una corsa ciclistica. C'è il simbolo della Lega e della Padania, ma non penso si possa dire che si tratta solo di una manifestazione di carattere politico. Organizzano loro, questo sì, ma stiamo pur sempre parlando di una corsa.
Ho osato vincere
[modifica]- Il ciclismo, come la campagna, pretende una totale e incondizionata dedizione. Bagordi e baldorie dovranno aspettare la prossima vita.
- Quando non puoi dire la tua sulla strada, meglio tacere. Le parole non spostano di un centimetro le biciclette.
- Nella vita di un corridore, non c'è cosa più bella di sentirsi ovunque a casa.
- Un passo alla volta, e con i piedi ben piantati per terra, nessuna meta è irraggiungibile. Sacrificio, umilità, intraprendenza: ecco quali sono stati i miei compagni di viaggio.
- Tutti dicono che se fossi stato più accomodante, se certe volte avessi scelto una linea più sfumata avrei potuto vicnere molto di più. Ma a che serve guadagnare trofei quando rinunci a essere te stesso?
- Prima ancora di vincere o perdere, il ciclismo è rispondere: «Presente!». Io ci sono.
Citazioni su Francesco Moser
[modifica]- Anche se andava piano, se non era la tappa giusta, era sempre lui a "fare" la corsa, imporre la tattica. E mi dava da scrivere pagine e pagine. Quando perdeva, non era mai per colpa sua. Di Saronni, o dell'organizzatore, o del gregario che non lo aveva aiutato abbastanza. (Beppe Conti)
- Uno che mi ha sempre rispettata è Moser, nato come me in una famiglia di montanari dove la donna era al centro di tutto. Quando uscivamo in bicicletta Francesco cercava sempre di staccarmi e guardava con la coda dell'occhio se c'era riuscito. [«Ci riusciva?»] No. (Maria Canins)
Note
[modifica]- ↑ Da un'intervista a L'Équipe; citato in Moser: si convive con il doping, La Stampa, 10 aprile 1999, p. 33.
- ↑ Citato in Luca Franchini, Moser: «Cosa vogliono i comunisti?», altoadige.it, 8 settembre 2011.
- ↑ Dall'intervista di Ciro Scognamiglio, Il domatore di Roubaix, La Gazzetta dello Sport, 13 aprile 2019, p. 39.
- ↑ a b Dall'intervista di Pier Augusto Stagi, Francesco Moser, 40 anni dopo il record dell'ora: «Quel giorno volai», avvenire.it, 18 gennaio 2024.
Bibliografia
[modifica]- Francesco Moser con Davide Mosca, Ho osato vincere, Mondadori, Milano, 2015. ISBN 978-88-04-65511-4
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