Flavio Oreglio

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Flavio Oreglio

Flavio Oreglio (1958 – vivente), cabarettista, musicista e scrittore italiano.

Citazioni di Flavio Oreglio[modifica]

  • Che Mario Monti rappresenti un'alternativa è scritto nel suo nome. Se lo spezzetti e gli aggiungi un punto di domanda diventa: Mari o Monti? Bellissimo! E cosa c'è di meglio per il popolo italiano?[1]
  • Gaber stava sempre con i piedi per terra, ma ironizzava anche su argomenti ostici. Era una voce profonda, schietta, coraggiosa e fuori dal coro. Non era legato ad ambienti ideologici, non assumeva mai prese di posizioni a propri. Ragionava sempre sulle cose: e questo è stato l'aspetto più importante che ho cercato di assimilare dai suoi spettacoli.[2]
  • L'agnosticismo, come unica condizione razionalmente coerente dell'uomo allo stato attuale dei fatti, emerge prepotente da un'analisi della storia della filosofia e il contratto sociale altro non è se non la logica conseguenza di questo atteggiamento "metafisico".[3]
  • La gattabuia fa i gattini ciechi?[4]
  • Una visione agnostica dell'esistenza, comporta per forza di cose, sul fronte politico, la necessità di stabilire forme di contratto sociale per la convivenza civile e rappresenta il postulato essenziale per la definizione di un'etica laica, più che mai necessaria.[3]

Note[modifica]

  1. Da L'economia del rasta, Ilfattoquotidiano.it, 16 novembre 2011.
  2. Accontentarsi mai; in Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti, a cura di Andrea Pedrinelli, Kowalski, Milano, 2008, p. 105. ISBN 978-88-7496-754-4
  3. a b Da Discorso sul metodo, Ilfattoquotidiano.it, 13 settembre 2013.
  4. Citato in Alessandro Paronuzzi, José e Renzo Kollmann, Non dire gatto..., Àncora Editrice, Milano, 2004, p. 52. ISBN 88-514-0219-1

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