Francesco Cardella

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Francesco Cardella (1940 – 2011), editore e imprenditore italiano, fondatore con Mauro Rostagno della comunità socioterapeutica Saman.

Citazioni di Francesco Cardella[modifica]

  • [Sulla meditazione dinamica, pratica spirituale appresa da Osho Rajneesh] È una tecnica che si fa all’alba: tu fai delle respirazioni, iperventilazione del corpo, espressione della rabbia accumulata, dei dolori, poi un salto verso l’alto lanciando le braccia in alto e ricadendo piegando le ginocchia e facendo un grosso respiro che serve per abbassare il diaframma. Tu lo sai no che quando il diaframma è basso tu vivi in uno stato di calma? E che quando il diaframma è alto, è il contrario?[1]
  • In Italia c’erano ammazzamenti, sparatorie, terrorismo. Vedevo Rostagno, frequentavo Macondo, avevo comprato un palazzo enorme in via Plinio, frequentavo una ragazza comunista di Soccorso Rosso. Spendevo soldi vivevo bene. Facevo grandi giri per il mondo con la mia barca. Con Rostagno decidemmo di pubblicizzare il Bagwan e realizzammo "Il guru a dispense". Erano i discorsi del Maestro. Non se ne fece niente ma conoscemmo il Maestro e diventammo arancioni. Per tre anni, dal 78 all’81, siamo stati in India. Rostagno lavorava in lavanderia, io in cucina. All’inizio scaricavo sacchi di juta pieni di barbabietole. Poi sono passato a lavare i piatti, poi a tagliare il pane. Tagliare il pane era una cosa sufi, importante, veniva la gente a vedere come tagliavo il pane. Doveva essere di 8 mm esatti ogni fetta. Poi mi hanno passato a cucinare per i dirigenti. Poi al supermarket dove stavo alla cassa.[1]
  • [Alla domanda se fosse stato lui il mandante dell'uccisione di Mauro Rostagno] Rostagno era mio amico, io non sono uno che ammazza gli amici. Sono rimasto sotto inchiesta sette anni. E adesso sono innocente. Archiviato. Per cui io non ho nemmeno diritto a leggere le carte perché, quando si archivia, le carte rimangono segrete.[1]
  • Vivevamo in una famiglia borghese a Trapani. Mio padre era direttore delle poste, mia madre una pianista che aveva rinunciato alla carriera per sposarlo. Mio padre era un atleta che aveva fatto parte della nazionale italiana e aveva il record italiano di salto in lungo, sette metri e quaranta. Neanche poco, era il 1940. Dovette smettere di saltare per andare in guerra.[1]

Citazioni su Francesco Cardella[modifica]

  • Francesco Cardella molti lo ricordano editore porno, oppure guru arancione, oppure amico di Craxi, oppure sospettato di aver fatto uccidere il suo migliore amico, Mauro Rostagno, oppure organizzatore di falsi corsi di formazione, oppure latitante in Nicaragua dove viveva su un albero e faceva il pittore e il biscazziere. Io ho un ricordo molto vecchio di lui. Nel 1974 venne a trovarmi nella mia casa milanese in via Orti insieme a sua moglie Raffaella Savinelli, figlia del re delle pipe. Dissi loro di entrare. "Fai entrare anche tuo figlio", dissi. "Non è mio figlio", disse Cardella. "È Bobo". "Fai entrare anche Bobo", insistetti. Si materializzò davanti a me un piccolo scimpanzé, Bobo, vestito di tutto punto, pantaloni, camicia, cravatta. Andammo a mangiare in un ristorante di Brera, io, Raffaella, Francesco e Bobo. (Claudio Sabelli Fioretti)

Note[modifica]

  1. a b c d Da Francesco Cardella, Sette, citato in sabellifioretti.it, 6 giugno 2003.

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