Francesco Chiesa

Francesco Chiesa (1871 – 1973), scrittore e insegnante svizzero.
Citazioni di Francesco Chiesa
[modifica]- [Guardando dal campanile della chiesa di San Quirico] Da una parte, in un lontano oriente, il gran Camoghè, tutto d'un rosa tenero, come se quel colosso avesse l'anima ingenua sognante di una verginella. Dalla parte opposta, il Ghiridone, con quella sua terribile merlatura di picchi, e tutto, bastioni muraglie, costrutto in un pensiero di guerra: ma con che pietra d'incantesimo, quel giorno! Un lapislàzzoli formicolante di minùzzoli d'oro. E l'immensa pervinca ambrata del lago riempiva del suo stupore il vasto intervallo tra quel rosa e quel celeste; velava di consolazione la ombrosa faccia nordica del Tàmaro; mentre, di contra, il Brè, trasognato nel tiepido sole, lasciava fluire di china in china quel suo gran manto di velluto fulvo e il richiamo bianco delle ville e dei villaggi...[1]
- [Sulla chiesa di San Michele] Un poco in disparte, aggruppate sopra un'onda della terra, la chiesa, la canonica, il camposanto. Il parroco [...]. Ci mostra gli affreschi medievali della sua chiesa, i sontuosi arredi degli altari e della sacristia: broccati, velluti, pizzi, candelieri e lampade d'argento sbalzato, un raro cuoio dipinto, qualche ostensorio di grande aspetto. [...] da secoli l'emigrazione del paese, costantemente rivolta verso Livorno, Pisa e Firenze, e tuttavia legata al paese natale, vi mandava di tanto in tanto quei ricchi doni. [...] volevano che, nella remota chiesa del loro battesimo, risplendesse qualche luce dei duomi toscani.[2]
Villadorna
[modifica]– Ma che razza di personaggi mi tiri in ballo? di'. E l'avvocato Rigola e il pretore Della Santa e la Delegazione tutoria... A non sapere, si direbbe che questo povero paesanaccio di Villadorna abbia offerto un ben gramo pranzo di Pasqua al suo signor fratello Ippolito.
Citazioni
[modifica]- La generosità, caro amico, (non ci hai mai pensato?...) può recarle in dono tutti i tesori della terra: tutti, fuorché il diritto di pretendere un fuscello di più... Le concede l'oceano intiero e le nega la gocciola d'acqua ch'ella chiedesse in più. È una gran signora, la generosità, che le si dà per amore, per distrazione, per capriccio; ma povero lei se s'illude di poterla incatenare con un matrimonio in regola. È la grande amante di alcuni fortunati e la sposa di nessuno. (pp. 157-158)
- Mulini a vento possono parer giganti in armi così a colui che ama e cerca la guerra, come a colui che la odia a morte. (p. 176)
Tempo di marzo
[modifica]L'anno delle disgrazie (tristemente famoso nelle cronache della mia famiglia) cominciò così. Una mattina in sul principio di maggio, stavamo seduti, il babbo, la mamma ed io, sotto il portico di casa; i piccini giocavano tranquillamente nel cortile. La mamma sceglieva e componeva in forma di mazzo le foglie di gelso da tritare per i bachi da seta, che cominciavano a nascere. Il babbo, nell'attesa della posta che gli portasse il giornale nuovo, cercava nel giornale del giorno prima qualche cosa che avesse ancora un sapore. Io seduto alla tavola, attendevo a sciogliere un quesito d'aritmetica.
Citazioni
[modifica]- La felicità in questo mondo non consiste nell'aver molte ricchezze o molti onori; [...]. (p. 51)
- Un contadino o un artigiano quando è contento del suo stato è felice al pari d'un re [...]. (p. 51)
Note
[modifica]- ↑ Da L'acqua della Verzasca (1934), in Giuseppe Zoppi (a cura di), Novella fronda: antologia di prose e poesie moderne per le scuole medie inferiori della Svizzera italiana (1945-1946), Istituto editoriale ticinese, Bellinzona, 1963, p. 71.
- ↑ Da Svizzera italiana, Nemi editore, Firenze, 1931, pp. 55-58.
Bibliografia
[modifica]- Francesco Chiesa, Tempo di marzo, A. Mondadori, Milano, 1937.
- Francesco Chiesa, Villadorna, A. Mondadori, Milano, 1929.
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