Francesco Filelfo

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Francesco Filelfo

Francesco Filelfo (1398 – 1481), umanista e scrittore italiano.

Citazioni di Francesco Filelfo[modifica]

  • Chi concepì il godimento come del tutto disgiunto da ragione in nulla differisce da un sozzo animale. Ma un onesto piacere non lo ritengo di molto inferiore, se bene vogliamo intendere, a quello che è il vero godimento cristiano. Consiste infatti in quella sicurezza e tranquillità dell'animo in cui non vi sono più stimoli, non moti tumultuosi, non turbamenti. I greci lo chiamano alipìa e noi potremmo chiamarlo in modo non improprio indolenza (indolentia).[1]
  • E mi sembra che non siano nel vero coloro che accusano Epicuro, chiamandolo voluttuoso e lascivo, quando si sa che fu un uomo temperante [...] e che pensava e discuteva, non del piacere del corpo, ma di quello dell'anima. [...] ma lasciamo Epicuro e gli altri filosofi dell'antichità cui fu del tutto ignoto il vero Dio; io ritengo lodevole quel piacere, e degno di essere sommamente ricercato, che deriva dall'intendere il vero e dell'attività di tutta una vita onesta.[1]

Citazioni su Francesco Filelfo[modifica]

  • In un'epistola sul sommo bene a Bartolomeo Fracanzani il Filelfo difende i diritti del piacere, quando questo, moderato da ragione, consenta all'anima la fruizione di una dolce tranquillità, l'alipìa. [...] Contro coloro che condannano in blocco il piacere, Filelfo obbietta che il piacere, che può essere così del corpo come dell'anima, può, in entrambi i casi, essere buono o cattivo. (Eugenio Garin)

Note[modifica]

  1. a b Da una epistola a Bartolomeo Fracanzani sul sommo bene; citato in Eugenio Garin, Storia della filosofia italiana, terza ed., Edizione CDE su licenza della Giulio Einaudi editore, Milano, 1989, vol. 1, p. 309.

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