Franco Loi

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Franco Loi nel 2009

Franco Loi (1930 – 2021), poeta, scrittore e saggista italiano.

Citazioni di Franco Loi[modifica]

  • In questo nuovo libro [Cùntura], De Vita ha voluto ancora ripercorrere il suo mondo. E questa volta non si tratta di uomini, di famigliari, di vagabondi, di storie umane. Sì, ci sono ancora uomini, soprattutto bambini, ma gremiscono queste pagine gli animali: passerotti, cardellini, codirossi, cicale, vermi, lucertole, rane, e tanti fiori e piante: è la scoperta del mondo che la sua infanzia gli rimanda come fiabe.[1]
  • La tradizione delle fiabe vuole che si parli di orchi, di fate e principi e belle ragazze da maritare. Ma non è una fiaba anche la nostra infanzia? E forse è una fiaba la vita stessa, con quel Dio che portiamo dentro di noi, e da un bel po' di tempo non lo sappiamo più e inseguiamo le cose senza la ricchezza che portiamo dentro. Nino De Vita, che è un poeta e già scritto tanti libri di poesia che sono storie della sua contrada siciliana, ha voluto ritornare con la memoria alla propria infanzia e, nel ricordare, si è accorto che ne venivano tante favole.[1]

Citazioni su Franco Loi[modifica]

Paolo Di Stefano[modifica]

  • Dopo la guerra e la lotta civile vissuta attivamente da ragazzo, Loi cominciò a lavorare come disegnatore di ceramica e poi come operaio agli appalti della ferrovia, da lì l'Ufficio pubblicità della Rinascente per poi passare, ottenuto il diploma di ragioniere nelle scuole serali, all'Ufficio stampa della Mondadori dal 1960 al '67, continuando a collaborarvi fino all'83. Fu iscritto al Fronte della gioventù e alla Federazione giovanile comunista, militò nel Pci fino al '62 ma continuò a svolgere attività politica nell'ambito della sinistra per tutti gli anni Settanta.
  • Franco Loi è un caso di incredibile immedesimazione. Era nato nel 1930 a Genova da padre sardo (spedizioniere e poi direttore di uno scalo merci) e madre emiliana di Colorno. Trasferitosi nel '37 a Milano con la famiglia, Loi assorbe la parlata lombarda e l'habitus morale dei ceti popolari urbani.
  • Loi è una figura culturalmente del tutto atipica nel panorama politico italiano, e lo dimostra anche il fatto che si è avvicinato alla poesia in età piuttosto tarda, nel 1965, per una «spinta sentimentale e volontaristica», come ha scritto: «Mi ero innamorato e mi ingegnai di dar parola alle mie effusioni passionali. Questa effervescenza amorosa mi pareva poesia».
  • In realtà, come è stato sottolineato da diversi illustri estimatori della sua poesia (tra i quali Dante Isella, Pier Vincenzo Mengaldo, Franco Brevini, quello di Loi è un milanese estraneo alla tradizione di Carlo Porta e di Delio Tessa, poiché mescola in sé la parlata proletaria cittadina con elementi della campagna e con contributi linguistici degli immigrati di diverse origini.

Altri progetti[modifica]

  1. a b Da Favole antiche per un'infanzia ritrovata, Il Sole 24 Ore, 8 febbraio 2004.