Gaetano Volpi

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Gaetano Volpi (1689 – 1761), religioso, editore e scrittore italiano.

Incipit di Del furore d'aver libri[modifica]

ACQUA. Vedi PIOGGIA.

ACQUA FORTE. Utilissima è una tal'Acqua per le Librerie, mentre con essa si levano le inutili scritture che spesso deformano gli ottimi Libri: si mondano le coperte loro di pergamena, levandone dalle schiene i replicati titoli, numeri, e che so io. Bisogna però avvertire che sia legittima, e di Zecca, fatta apposta per partire i metalli; altrimenti riesce inefficace, e promuove, come suol dirsi, senza risolvere; cioè fa ismarrire alquanto la scrittura, e divenir rosseggiante, o gialliccia, e non levandola, viene piuttosto a viepiù deformare gli stessi Libri. Una tal forza acquista essa dal nitro, di cui è composta; del quale Chi gli ha dato tal proprietà, dice per Geremia 2, 21: Si laveris te nitro, maculata es. Asterse che sieno le dette scritture, o coperte, una, o più volte, secondo la resistenza degl'inchiostri, convien raddolcirle coll'acqua semplice, immergendo in essa le prime per breve spazio, e astergendo con picciola spugna le seconde. Diligenza ci vuole nell'adoprarla, guardandone gli occhi, e le mani, per non ferir quelli, e abbruciar le dita di queste. Le scritture, principalmente ne' frontispicj, si possono con essa levare anche senza staccarli, ponendovi sotto duplicate carte, e poi con grande industria e cautela immergendoli nell'acqua; lo che certamente non è per tutti. E qui parmi ben fatto d'avvertire uno sbaglio che si prende a carte 377 della Capponiana Libreria, dicendosi, essersi tentato di levare alcuni versi nel suo Esemplare dell'Italia Liberata del Trissino in varj luoghi con l'acqua forte; mentre essa non ha antipatia, né efficacia alcuna coll'inchiostro tipografico, composto di negro fummo, olio di lino, e vernice, ma solo con quel da scrivere, quando sia fatto col vetriolo, ch'è metallico, contrastando essa e vincendo soltanto varj metalli e metallici; di modo che leva anche gli schizzi di esso caduti sulla stampa; lasciando essa illesa. Que' versi adunque doveano raschiarsi con affilato coltellino, che su carta forte e sostenente una tal raschiatura, adoprato, e non l'acqua forte, li avrebbe obliterati e fatti del tutto isvanire.

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