Georgij Konstantinovič Žukov

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Georgij Konstantinovič Žukov

Georgij Konstantinovič Žukov (1896 – 1974), generale e politico sovietico.

Citazioni di Georgij Konstantinovič Žukov[modifica]

  • G. Stalin non si faceva notare per nulla di particolare, ma produceva una forte impressione. Privo di qualsiasi posa, seduceva l'interlocutore con la semplicità del suo modo di rapportarsi. Il tono spontaneo della sua conversazione, l'attitudine a formulare con chiarezza il suo pensiero, lo spirito portato naturalmente all'analisi, una grande erudizione e una memoria strabiliante obbligavano persino le personalità più avvertite che si intrattenevano con lui a concentrarsi e a essere sempre presenti.[1]
  • [Parlando di Iosif Stalin] La sua sbalorditiva capacità di lavoro, la sua attitudine ad impadronirsi rapidamente di un argomento gli permettevano di studiare e assimilare in un giorno una grande quantità di fatti, tra i più svariati, il che richiede capacità eccezionali.[2]
  • Nella direzione della lotta armata, G. Stalin era generalmente aiutato dalla sua naturale intelligenza e dalla sua ricca intuizione. Egli sapeva individuare l'elemento principale di una situazione strategica, ed essendosene impadronito, sapeva rispondere al nemico, scatenare l'una o l'altra importante operazione offensiva. Non ci sono dubbi: era degno del comando supremo.[3]
  • Occorre dire, cosa di cui mi sono convinto durante i lunghi anni della guerra, che Giuseppe Stalin non era affatto un uomo a cui non si poteva parlare dei problemi difficili, con cui non si poteva discutere e perfino difendere energicamente il proprio punto di vista. Se alcuni affermano il contrario, direi semplicemente che le loro asserzioni sono false.[4]
  • Quando volgo indietro lo sguardo, mi permetto di dire che nessun'altra direzione politico-militare di qualsiasi paese avrebbe retto a simili prove, né avrebbe trovato una via di uscita dalla situazione eccezionalmente grave che si era creata.[5]
  • Stalin possedeva un'enorme intelligenza naturale, ma anche delle conoscenze sorprendentemente vaste.[6]

Citazioni su Georgij Konstantinovič Žukov[modifica]

  • Per quanto indubbiamente vanitoso ed incline ad usare un linguaggio aspro ed ingiurioso – per quanto spietato, anche per la maggior parte dei generali sovietici, nella sua tendenza ad accettare senza battere ciglio pesanti perdite umane – non vi è dubbio che egli riuscisse ad infondere coraggio alla massa dei soldati russi e a guidarli in un modo che pochi potevano eguagliare. (Malcolm Mackintosh)
  • Zukov era sostanzialmente un uomo dello stesso stampo di Timoscenko: duro, inflessibile, volitivo ed ostinato, fautore di una rigida disciplina e molto esigente. Ma egli aveva quel pizzico di genio che mancava al suo protettore: la capacità di afferrare il reale significato della moderna strategia bellica applicata dai tedeschi in Polonia e in Francia, nonché nervi di acciaio che gli consentivano di aspettare o scegliere il momento più opportuno per colpire il nemico quando questi, nello slancio, si fosse imprudentemente sbilanciato. (Malcolm Mackintosh)

Note[modifica]

  1. Joukov, op. cit., pp. 417. Citato in Ludo Martens, Stalin. Un altro punto di vista, Verona, Zambon, 2017, p. 344.
  2. Joukov, op. cit., pp. 417-418. Citato in Ludo Martens, Stalin. Un altro punto di vista, Verona, Zambon, 2017, p. 344.
  3. Joukov, op. cit., pp. 419-420. Citato in Ludo Martens, Stalin. Un altro punto di vista, Verona, Zambon, 2017, p. 348.
  4. Citato in La grande vittoria dei popoli sovietici sul nazifascismo, Resistenze.org.
  5. Citato in Sulla battaglia di Stalingrado, Senzatregua.it, 2 febbraio 2013.
  6. Joukov, op. cit., pp. 399. Citato in Ludo Martens, Stalin. Un altro punto di vista, Verona, Zambon, 2017, p. 344.

Voci correlate[modifica]

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