Giaculatoria

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Citazioni sulla giaculatoria.

  • Abbiamo tutti da imparare dalla costanza di quel pellegrino russo, di cui parla una celebre opera di spiritualità, il quale ha appreso l'arte della preghiera ripetendo per infinite volte la stessa invocazione: "Gesù, Cristo, Figlio di Dio, Signore, abbi pietà di noi, peccatori!". Ripeteva solo questo. Se arriveranno grazie nella sua vita, se l'orazione si farà un giorno caldissima tanto da percepire la presenza del Regno qui in mezzo a noi, se il suo sguardo si trasformerà fino ad essere come quello di un bambino, è perché ha insistito nella recita di una semplice giaculatoria cristiana. Alla fine, essa diventa parte del suo respiro. (Papa Francesco)
  • Ci si conceda [...] di accennare all'espressione minima e momentanea della conversazione del nostro spirito con Dio, la preghiera-scintilla, l'invocazione, quasi esplosiva, che può sprigionarsi da un'anima; giaculatoria, la diranno le anime pie; invocazione, gemito, grido può sgorgare anche da uno spirito non allenato al colloquio religioso; e forma questo genere di preghiera una fenomenologia interessantissima nelle cronache del regno di Dio, a cominciare da quella del così detto «buon ladrone», che con una sola implorazione strappa da Cristo, con lui crocifisso e morente, la propria salvezza: «Signore, ricordati di me, quando sarai giunto nel tuo regno!»
    E Gesù gli rispose: Ti dico, in verità, oggi tu sarai meco in paradiso!» (Papa Paolo VI)
  • Anteo, per rimanere invincibile, doveva toccar terra col piede. L'uomo religiso deve, nell'agone che gli è proprio, staccarsene il più sovente possibile: proiettando la sua mente in Dio, scagliandola, come si dà il volo a una rondine, verso il Creatore. Questo dardo d'oro della mente, questo batter d'ali che si gettano perdutamente a prender dimora un istante nel cuore stesso della luce, sono noti ai cristiani; e quando siano vocali (ma non necessariamente) si chiamano operazioni giaculatorie, da jaculum appunto: dardo o freccia scoccata. (Cristina Campo)

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